Dalla pianta di Theobroma (= cibo degli dei) cacao della famiglia delle sterculiacee, tipica dell’America centrale e meridionale, ma anche dell’Africa occidentale in particolare della Costa
d’Avorio, si raccolgono frutti rossi o gialli di forma ovoidale nella cui polpa sono presenti semi ovoidali e appiattiti ricchi di burro di cacao, teobromina e caffeina.

Per lavorazione delle cotiledoni si ottiene la polvere di cacao che mescolata con latte, zucchero e poi dispersa in burro di cacao forma una pasta dal sapore unico e inconfondibile: il
cioccolato.

Esiste una dipendenza da cioccolato? Si è visto che il craving ovvero la ricerca spasmodica di cioccolato si registra soprattutto nel tardo pomeriggio o di sera, nelle donne nel periodo
premestruale nei giorni nei quali cioè si ha un fisiologico calo nei livelli di magnesio di cui il cioccolato è ricco e un innalzamento nei livelli di progesterone che potrebbe
favorire il craving per i cibi grassi.

Nel cioccolato è presente la feniletilammina una sostanza anfetamino simile
con un’intrinseca attività stimolante che favorisce il rilascio dei neurotrasmettitori coinvolti nell’attenzione e nello stato di allerta.

La feniletilammina è nota anche come “messaggero chimico dell’amore” poiché favorisce il rilascio di dopamina nel centro del piacere mesolimbico e non bisogna trascurare che
il picco di rilascio di dopamina a questo livello si raggiunge durante l’orgasmo.

Il chocolate craving si può spiegare anche attraverso un altro meccanismo d’azione: sembra che l’anandamide, dal sanscrito ananda felicità, contenuto nel cioccolato si
leghi con elevata affinità con il recettore per i cannabinoidi endogeni, mimando gli stessi effetti psicoattivi esercitati dalla cannabis, anche se è meno potente e ha un tempo
d’azione più breve rispetto al tetraidrocannabinolo, la sostanza psicoattiva più potente di hashish e maryuana.

Il cioccolato non è una “droga” solo per la mente, ma anche per il corpo: la cioccoterapia ovvero il massaggio del corpo con burro fuso è una delle mode del momento.

Il cioccolato, infatti, nutre le pelli secche e atopiche perchè contiene burro di cacao dalle note proprietà emollienti e lenitive, ha un effetto antiaging perchè è
ricco di polifenoli molecole naturali dalle spiccate proprietà antiossidanti.

Per la presenza di caffeina esercita anche un’azione drenante e stimolante perciò un bel massaggio al cioccolato è efficace per contrastare cellulite ed edemi localizzati.

Cioccolato da consumare e usare sempre e comunque?

Non esiste alcun nesso fra il suo consumo e il peggioramento dell’acne, mentre in persone predisposte favorisce l’insorgenza dell’emicrania: la feniletilamina provoca dilatazione dei vasi
cerebrali e la vasodilatazione è uno dei meccanismi scatenanti il mal di testa.

Dovrebbe essere consumato con parsimonia e sotto controllo medico dai soggetti ipertesi, asmatici, cardiopatici, iperlipemici e obesi.

L’eccessivo consumo di cioccolato in gravidanza, infine, può essere pericoloso per il feto che non dispone di adeguati sistemi di metilazione; in gravidanza non dovrebbe essere consumato
anche perchè contiene caffeina che è una sostanza che si cerca di limitare al massimo sia in gravidanza che in allattamento.

Bibliografia
Di TomasoE, Beltramo M, Piomelli D. Brain cannabinoids in chocolate. Nature 382, 677-678. 1996
Schifano F. Magni G. MDMA abuse: psychophological features and craving for chocolate: a case series. Biological Psychiatry, 36, 763-767. 1994
Cosm news XXV 144/102. Cacao una droga per la pelle. P 186

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