Cia Alessandria: DOP “Albarossa”

“Quanto sia difficile avere equilibrio e ragionare con una visione meno provinciale quando si tratta di vino, lo possiamo verificare dalla posizione espressa da alcuni politici albesi
sulla proposta della nuova Doc che riguarda l’Albarossa”. Per Carlo Ricagni vicepresidente della Cia di Alessandria, non hanno ragione le opinioni a riguardo dell’
“Albarossa”, non solo perché il vitigno, frutto del lavoro scientifico del prof. Dalmasso sotto il profilo giuridico può essere inserito nella Doc Piemonte, ma per la miopia di
queste affermazioni, che riduce il lavoro compiuto dai ricercatori piemontesi ad una mera questione di campanile.

I produttori del Monferrato in questi anni hanno creduto ed investito nelle potenzialità di questo vitigno, seguendo con attenzione sia la sperimentazione effettuata dal prof. Mannini
del Cnr, presso la Tenuta Cannona, sia la sperimentazione condotta dalle aziende acquesi associate al Consorzio delle Grange di San Quintino.

“La convinzione che ne è derivata -aggiunge Carlo Ricagni – è che il vitigno è adatto alla produzione di un vino importante, che può essere collocato nel
segmento più elevato della gamma dei vini piemontesi, migliorando qualitativamente l’offerta dei nostri produttori”.

Evitiamo, quindi, di perdere del tempo prezioso per il raggiungimento della Doc per un vitigno, l’”Albarossa”, che potrebbe dare al Piemonte uno strumento in più per
affermarsi sul mercato.

www.cia.it

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