Cia, Confagricoltura e Copagri della Calabria hanno più volte pubblicamente espresso la propria soddisfazione per il lavoro positivo svolto dal Dipartimento Agricoltura, di concerto con
il Partenariato economico e sociale, nella redazione del Programma di sviluppo rurale 2007/2013, al quale le stesse organizzazioni hanno attivamente partecipato.

Nella stesura del Programma sono state tenute nella dovuta considerazione tutte le osservazioni e le proposte formulate dai rappresentanti del Partenariato ed in particolare quelle della
rappresentanza agricola.

È stata, in sostanza, una concertazione vera e partecipata che ha prodotto un Piano che, se pure ancora perfezionabile, è stato dichiarato ricevibile da Bruxelles, ed ha, tra
l’altro, ricevuto l’apprezzamento del ministro De Castro in sede di presentazione e che, cosa più importante, risponde alle esigenze di sviluppo ed ammodernamento del sistema agricolo
calabrese.

Le linee individuate, tra l’altro, scaturiscono da un attento esame sulla esperienza compiuta col programma 2000-2006, con la conseguente correzione degli aspetti negativi che ne hanno
condizionato l’efficacia e l’efficienza rispetto agli obiettivi previsti.

Cia, Confagricoltura e Copagri ritengono che l’attuale impianto programmatico concertato e pienamente condiviso dagli imprenditori agricoli calabresi, debba essere mantenuto inalterato in
maniera tale da velocizzarne il percorso di negoziazione e di approvazione definitiva.

Ciò è assolutamente indispensabile per la particolare condizione dell’agricoltura calabrese che dal punto di vista finanziario vede nel Psr una pressochè esclusiva
possibilità per la realizzazione dei necessari investimenti.

Alla luce di quanto sopra, le scriventi Organizzazioni ritengono che in questa fase il testo emendamento integrativo che prevede l’introduzione del paragrafo “3.2.1 progetti collettivi,
meccanismi di governance e concertazione interistituzionale della strategia”, così come il testo “emendamento integrativo n° 2” , approvati dalla VI Commissione, debbano essere
ritirati.

Ciò perché gli emendamenti di cui sopra stravolgerebbero l’impianto del programma e, soprattutto, ne ritarderebbero in modo pregiudizievole l’attuazione.

Le modifiche proposte dalla VI Commissione consiliare, infatti, sono sostanziali e pertanto, implicherebbero la revisione del Programma e la sua riproposizione alla Commissione europea per la
ricevibilità, non senza aver prima avviato la concertazione con il Partenariato istituzionale economico e sociale, con inevitabile dilazione dei tempi.

Il documento della VI Commissione prevede, tra l’altro, la predisposizione di una programmazione provinciale, attraverso Programmi rurali integrati provinciali (Prip), che nell’attuale quadro
normativo regionale non è riconosciuta.

Non vorremmo che la diaspora tra Regione e Province sul trasferimento di deleghe e competenze provocasse ritardi ingiustificati, sempre e comunque a danno degli imprenditori agricoli calabresi,
ai quali da più parti e da sempre viene riconosciuto un ruolo trainante nell’economia regionale ma che poi, spesso, non trova riscontro nei fatti.

Cia, Confagricoltura e Copagri della Calabria, pur comprendendo lo spirito propositivo degli emendamenti proposti dalla VI Commissione, ritengono che altre ipotesi sulla governance del Psr
potranno essere valutate solo dopo la sua approvazione definitiva da parte della Commissione dell’Ue.

Cia, Confagricoltura e Copagri ritengono, invece, possibile un rapido confronto sulle altre tematiche proposte dalla VI Commissione (Pacchetto donna e credito) e su altri aspetti del programma
che potranno sicuramente essere implementati e migliorati, con l’obiettivo di riformulare quanto scritto nel Psr, inserendo le modifiche, dopo averle concertate, in fase di negoziato.

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