Cia: Miele, la moria di api mette a serio rischio anche le produzioni agricole

La Cia evidenzia un quadro allarmante. La mancanza di impollinazione può avere effetti disastrosi per molte colture e per la stessa zootecnia. Conseguenze anche per
l’ecosistema.

Gli effetti potrebbero essere disastrosi per l’agricoltura. Bisogna, quindi, intervenire immediatamente con azioni in grado di fronteggiare una situazione sempre più allarmante.
Così si è espressa la Cia-Confederazione italiana agricoltori in merito alla moria che continua a colpire le api non solo in Italia (un patrimonio tagliato di oltre il
40 per cento), ma anche in molte parti del mondo.

Siamo in presenza di un quadro estremamente preoccupante Basti pensare -afferma la Cia- che le api contribuiscono per oltre l’80 per cento all’impollinazione delle coltivazioni. Non
è, quindi, a rischio soltanto la produzione di miele. In pericolo vi sono molte colture e possono esserci riflessi negativi anche nel settore zootecnico, vista l’importanza che
riveste l’impollinazione nei confronti dei pascoli e del foraggio.

Servono, di conseguenza, provvedimenti mirati a sostegno del settore che conta più di 70 mila apicoltori (tra imprenditori e hobbysti), oltre un milione e 100 mila alveari, una
produzione di miele che supera le 15 mila tonnellate l’anno. Non solo. Occorre evitare che la moria delle api prosegua e abbia ulteriori conseguenze per l’intero ecosistema e la
biodiversità.

Apicoltura italiana in cifre

– 70.000 apicoltori tra imprenditori (7.500) e hobbysti
– 55 miliardi di api
– 1 milione e 100 mila alveari
– 15 mila tonnellate di miele prodotto
– Consumo pro-capite in Italia di miele 380 grammi
– Valore monetario della produzione di miele 25 milioni di euro
– Valore monetario dell’impollinazione all’agricoltura 2,6 miliardi di euro

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