La Cia Sicilia esprime il più totale disappunto sul Piano di sviluppo rurale (Psr) 2007-2013 approvato dalla Giunta Cuffaro venerdi scorso. “Nel Piano -dichiara Carmelo Gurrieri,
presidente della Cia siciliana – non troviamo le risposte che attendevamo dopo il confronto con l’assessore La Via. La scelta di mantenere il tetto minimo di 15 Ude nei fatti vanifica la parte
innovativa che pure era contenuta nella proposta di Psr”.

La Cia siciliana rimane profondamente contraria nei confronti della scelta operata dal Governo della Regione di destinare gran parte delle risorse del Psr per lo sviluppo e l’innovazione a poco
più del 10% delle imprese agricole. L’avere accolto la proposta avanzata dalla Cia di ridurre, ma solo per i giovani imprenditori, ad 8 Ude il tetto minimo per partecipare ai bandi per
gli investimenti, non risolve interamente la problematica riguardante la maggioranza delle aziende agricole siciliane.

I limiti di accesso ai bandi troppo alti imposti a tutte le altre tipologie aziendali escludono di fatto la maggior parte delle imprese agricole siciliane dall’innovazione, dallo sviluppo e
dalla possibilità di confrontarsi alla pari delle altre con il mercato dei prodotti di qualità. Tra le escluse pure il 50 per cento delle aziende che attualmente adottano il
metodo di coltivazione biologico.

“Quella operata dal governo regionale -denuncia Gurrieri- è una colpevole scelta che porta con sé il rischio di emarginare dal contesto produttivo migliaia di aziende agricole che
oggi trainano l’economia di molte aree rurali e producono beni apprezzati per la loro qualità e tipicità”.

Il Psr, inoltre, non chiarisce l’intervento sull’accesso al credito delle aziende agricole, ritenuto invece prioritario per la Cia siciliana, non prevede misure a sostegno dell’associazionismo
e della diversificazione delle attività agricole in chiave multifunzionale e non contiene interventi finalizzati alla sicurezza nelle campagne, come la tele-sorveglianza delle aziende
agricole, l’utilizzo di sistemi di controlli satellitari dei mezzi agricoli e dei capi di bestiame e la estensione agli imprenditori agricoli delle misure previste per quanti denunciano l’usura
e il racket.

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