Firenze – Va avanti la battaglia della Cia Toscana contro le anomalie degli enti pubblici ai danni delle aziende agricole toscane, già nelle scorse settimane in
occasione di un convegno, promosso dalla stessa Cia Toscana, la confederazione aveva sollevato alle istituzioni regionali il problema del governo del territorio e dell’attuazione delle norme
urbanistiche nelle aree rurali.

Sono sotto accusa in particolare la norma che impone all’imprenditore agricolo l’obbligo di rimozione degli annessi agricoli non più funzionali all’attività ed i pesanti oneri che
ne derivano, così come il pagamento annuale di fideiussioni bancarie per migliaia di euro fino alla rimozione degli annessi.

Le proposte della Cia regionale sono state illustrate sia al presidente della Giunta regionale Claudio Martini, che in un recente incontro con i rappresentanti di Comuni, Province e
Comunità Montane. «La Cia Toscana ha ribadito ai rappresentanti delle istituzioni -spiega il presidente della Cia Toscana Giordano Pascucci- il disagio degli imprenditori agricoli
di fronte a norme urbanistiche ed atteggiamenti punitivi nei confronti dell’agricoltura, che stanno determinando un blocco degli investimenti proprio nella fase di avvio del Piano di sviluppo
rurale, attraverso il quale si punta a rilanciare la competitività del comparto agricolo».

Tre le proposte avanzate dalla Cia Toscana: una immediata moratoria delle fideiussioni; l’apertura di un tavolo per la revisione della normativa e un patto con le rappresentanze delle
istituzioni per una «carta delle aree rurali» che definisca i principi ispiratori di una pianificazione territoriale che tenga conto delle esigenze produttive del settore agricolo

Il presidente Martini -ricorda l’organizzazione- ha assicurato ai rappresentanti della delegazione della Cia Toscana il proprio interessamento immediato per sbloccare la questione delle
fideiussioni ed un esame attento delle possibili soluzioni normative alternative all’obbligo di rimozione che non comportino l’alterazione dei giusti principi ed obiettivi della legge, che
punta a scoraggiare la rendita, a tutelare il territorio, a valorizzarne le funzioni economiche e produttive.

I rappresentanti degli enti locali, Giurlani (Uncem), Segoni (Upi) e Tarchi (Anci) hanno sottolineato che non è soltanto l’agricoltura ad evidenziare problematiche in seguito
all’attuazione della Legge regionale, concordando sia con l’esigenza generale di riaprire un confronto con la Regione sulle norme, che con le specifiche osservazioni e proposte avanzate.
Soddisfazione per l’esito dell’incontro da parte della Cia Toscana: «Gli enti locali -sottolinea Valentino Vannelli, vicepresidente Cia Toscana- hanno manifestato piena
disponibilità, attenzione e convergenza con le nostre proposte. Abbiamo riscontrato una sensibilità comune sui temi della semplificazione delle procedure, sull’esigenza di
rivedere le norme della legge regionale più punitive nei confronti dell’agricoltura, sull’opportunità di un tavolo tra istituzioni e mondo agricolo per definire orientamenti di
governance del territorio rurale che coniughino sostenibilità e competitività dell’agricoltura. Vi sono -conclude Vannelli- tutte le condizioni per un confronto positivo che
determini soluzioni condivise ai problemi».

«La Cia Toscana -conclude il presidente Giordano Pascucci- ha nel frattempo concluso l’elaborazione di un primo «dossier» che descrive, attraverso casi concreti, i principali
problemi derivanti dalle norme urbanistiche e dalla loro attuazione». E proprio venerdì prossimo 7 marzo a Firenze a Cia invierà il dossier alle istituzioni toscane e lo
presenterà alla stampa.