A Cibus incontriamo Alfredo Zini, vice presidente Fipe ed anche Lino Stoppani, presidente Fipe e vice presidente Confcommercio:
“Maggiore efficienza, razionalizzazione delle risorse, più attenzione ai prezzi e accorciamento della filiera. Sono questi gli imperativi della ristorazione di necessità in uno
scenario profondamente cambiato negli ultimi quindici anni”.

È questo il messaggio principale emerso dalla ricerca del Centro Studi Fipe “I luoghi, i prodotti, gli stili di consumo nel settore del Fuori Casa” presentata nella prima della quattro
giorni di Cibus, la fiera internazionale dedicata all’alimentazione.

La ricerca ha evidenziato come al cambiamento radicale di offerta dei pasti consumati fuori casa abbia influito in maniera particolare proprio il cambiamento degli stili di vita.
Dal lavoro allo studio, è sempre più frequente che la consumazione avvenga fuori dalle mura domestiche.
È infatti nel bar che nascono e mutano le mode e gli stili alimentari.
La crescita maggiore di questo genere di consumi è stata registrata – secondo la ricerca – dagli anni Novanta fino ai primi anni del nuovo millennio. Poi, prima per l’introduzione della
moneta unica, poi per l’avvicinarsi e il concretizzarsi della crisi economica, la crescita dei consumi fuori casa ha subito una battuta d’arresto, mantenendo un livello piuttosto costante e
smentendo le previsioni di ulteriori aumenti.
Nel 2009 ben nove milioni sono state le persone che per necessità hanno consumato abitualmente il pranzo fuori casa.
Sempre nel 2009 sono stati serviti circa un miliardo e ottocentomila pasti che hanno generato un fatturato complessivo pari a 12 miliardi e mezzo di euro.
«Dobbiamo prendere atto di questa situazione – ha affermato il presidente Fipe e vice presidente Confcommercio, Lino Stoppani – e dobbiamo studiare nuove formule più accattivanti per
un consumatore attento e sensibile alle esigenze salutistiche.
Anche il canale bar, dove maggiormente si trascorrono i pasti funzionali più importanti della giornata, deve continuare a fare attenzione sulla qualità dei prodotti alimentari
impiegati per la preparazione delle pietanze.
Nelle scelte di approvvigionamento va bene privilegiare le filiere corte, ma l’importanza maggiore deve essere riposta nella razionalizzazione delle risorse per rendere più efficiente il
sistema di produzione dei pasti veloci e offrire un prezzo competitivo e sostenibile a livello quotidiano».
La ricerca Fipe e altri documenti sono scaricabili dal sito www.fipe.it cliccando nel riquadro a destra “Cibus”.

Comunicato stampa Fipe del 10 maggio 2010

Redazione Newsfood.com+WebTV

Una nota doverosa sull’alimentazione fuori casa anche per chi ha problemi di allergie alimentari ed in particolare per i celiaci.

Maggiori notizie le trovate su: http://www.celiachia.it/afcristoratori/

Il Progetto Alimentazione Fuori Casa nasce dall’esigenza dell’Associazione Italiana Celiachia di creare una catena di esercizi informati sulla celiachia che possano offrire un servizio idoneo
alle esigenze alimentari dei celiaci.
Del Progetto fanno parte:

  • Progetto Ristorazione (Ristoranti, Pizzerie, Trattorie, Osterie, Alberghi, Hotel, Summer Camp, Village, Case Vacanze, Bar/Tavola Calda, Paninoteche, Pub, Creperie, Enoteche, Catering, Sale
    Ricevimenti).
  • Progetto Gelaterie
  • Progetto Colazione
  • Progetto B&B
  • Progetto Barca a Vela
  • Progetti Speciali (Alimentazione in Viaggio, Crociere, Grom Gelaterie,Vending).

Un’opportunità per gli operatori del settore della ristorazione per soddisfare i bisogni dei celiaci e fare business.

Di seguito obiettivi e termini del Progetto; alla seguente pagina
http://www.celiachia.it/faq/faq.asp?idcat=19idpag=107
sono indicate le modalità per gli esercenti per aderire e la possibilità di scaricare il modulo di adesione.

NOTA ULTERIORE
Consultando il Prontuario degli Alimenti 2010 edito da AIC, potrete trovare anche i prodotti, adatti ai celiaci, per la ristorazione collettiva (alberghi, bar, B&B, catering, gelaterie mense,
pizzerie, ristoranti).

Redazione Newsfood.com+WebTV