Rassegna stampa articoli e video CIBUS 2018 (Clicca qui)

 

 

Milano, 10 aprile 2018, Sheraton Diana Majestic

Presentazione Ufficiale di CIBUS 2018

di Michele Pizzillo

Rappresenta l’11% del pil (prodotto interno lordo) e il 13% dell’expot italiano, quantitativamente preceduto solo da Francia e Germania, il settore alimentare italiano. Quello che è stato sottolineato a Milano in occasione della presentazione della prossima edizione di Cibus, organizzato da Fiere di Parma e Federalimentare e in programma dal 7 al 10 maggio prossimi, è che il settore alimentare italiano continua a crescere.

Tant’è vero che il fatturato ha raggiunto i 137 miliardi di euro, con una crescita del 3,8%; l’export, poi, cresce di oltre il 6%, raggiungendo quota 41 miliardi di cui oltre 32 di prodotti finiti (dati 2017, Federalimentare e Osservatorio CibusExport), avvicinandosi, così, all’auspicato traguardo dei 50 miliardi di euro entro il 2020.

Antonio Cellie Ceo di FiereParma: Cibus 2016 (Archivio Newsfood.com)

E, poi, le esportazioni crescono in tutte le geografie, addirittura con un recupero di Russia (+ 28%), Cina (+ 19%), Spagna (+ 16%), Polonia (+ 13%) e Sud America e si mantiene sostenuta anche la crescita in Nord America, “dove vogliamo concentrare di più la nostra attenzione per rinforzare l’agroalimentare italiano”, ha detto Antonio Cellie, amministratore delegato di Fiere di Parma. Anche perché alle performance di formaggi, salumi, dolciario e spumanti, adesso si registrano tassi di sviluppo molto interessanti per le farine speciali, i preparati gastronomici e dietetici, distillati e acque minerali.

Con un quadro del genere, è facile intuire che la 19^ edizione di Cibus, concomitante con l’anno del cibo italiano che il nostro governo ha deciso di festeggiare nel corso dell’anno, riserverà non poche sorprese agli oltre 80mila visitatori professionali (il 20% proveniente dall’estero) e, logicamente, ai 2.500 top buyers già accreditati.

Diciamo che lo slogan di Cibus 2018 è “la fiera delle novità – dice Cellie –. Novità che rappresentano sempre le eccellenze dell’agroalimentare italiano: l’obiettivo di Cibus è quello di sostenere le produzioni nazionali e, quindi, gli spazi espositivi sono occupati prevalentemente dai marchi noti, che rappresentano l’80% delle nostre produzioni e che, poi, sono quelli che performano meglio all’estero”.

Gian Domenico Auricchio

A questo punto, arriva la testimonianza di Gian Domenico Auricchio, presidente di Fiere Parma ma, soprattutto discendente di una famiglia che produce formaggi da 150 anni. Cosa ha detto Auricchio? “Quando abbiamo incrociato Cibus, un paio di decenni fa, la nostra azienda ha cominciato ad essere conosciuta anche all’estero. Grazie a questa manifestazione l’internazionalizzazione è diventata parte del nostro dna, tanto che oggi, per Auricchio, l’export è una voce importante”.

In effetti è proprio questa la forza di Cibus. “Siamo stati capaci di far capire ai buyers stranieri che noi non proponiamo prodotti strani, prodotti strategici, ma prodotti veri, che sono tutti presenti a Cibus”, aggiunge Cellie. E, che, poi, parla di mille nuovi prodotti che saranno esposti a maggio a Parma (l’elenco verrà pubblicato a fine aprile sul sito Cibus.it). Una selezione dei 100 prodotti più innovativi sarà esposta nel Cibus Innovation Corner, una nuova area di esposizione e talks. Cresce il numero degli chef che cucineranno i nuovi prodotti per il tasting dei visitatori, sia nei singoli stand che nelle Food Court dedicate ai prodotti tipici regionali.

E l’ampia gamma dei prodotti a denominazione d’origine che saranno esposti dai Consorzi di tutela nell’area assegnata all’AICIG, Associazione Italiana Consorzi Indicazioni Geografiche.
Saranno poi il momento espositivo e quello convegnistico a far emergere le tendenze dell’alimentare italiano: la continua crescita dei prodotti salutistici, ma anche dei ready meals; la richiesta dei consumatori focalizzata sia sui prodotti premium sia su quelli low cost.

Tra le tante tavole rotonde, convegni, seminari, workshop e talks, Cibus sarà l’occasione per fare il punto sulle tematiche più rilevanti: biotecnologie e ricerca scientifica nell’alimentare; innovazione e sostenibilità; prevenzione degli sprechi alimentari; le fake news nell’alimentare; la promozione all’estero dei prodotti italiani e la piaga dell’italian sounding; punto vendita fisico e vendite on line, come sarà il negozio del futuro; le frontiere del marketing nei punti vendita; i novel foods (insetti e carne coltivata); dove va il packaging; gli chef come influencer; ed altro ancora.

Andrea Olivero

 

 

Cibus è tradizione e innovazione, con la stessa formula vogliamo raccontare lo straordinario patrimonio agroalimentare italiano – ha dichiarato in conferenza stampa Andrea Olivero, Vice Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali -. Il Governo aveva posto, già in occasione di Expo2015, il traguardo dei 50 miliardi di euro di export entro il 2020 e fa piacere constatare che la tabella di marcia verso questo ambizioso obiettivo sia rispettata”.

Antonio Ferraioli, Vicepresidente di Federalimentare (che terrà la propria assemblea generale a Cibus) ha presentato lo stato dell’arte del comparto agroalimentare: “Siamo nell’anno che celebra il cibo italiano e i dati di settore appoggiano pienamente l’importante investitura.

Antonio Ferraioli

 

 

Dopo un 2017 che si è lasciato finalmente alle spalle la crisi, infatti, anche per il 2018 l’agroalimentare sembra confermarsi il settore trainante dell’economia italiana crescendo di più e meglio di altri comparti ed è proprio per questo che la valorizzazione e la promozione del nostro Made in Italy deve essere centrale non solo nelle politiche italiane, ma anche a Bruxelles dove si giocano le battaglie su cui si decide la nostra competitività“.

E, a questo punto, l’impegno di Ice è molto importante. Impegno che c’è già, ha detto Ines Aronadio, la prima donna chiamata a dirigere l’Ufficio Coordinamento Promozione del Made in Italy di ICE-Agenzia.

Ines Aronadio, Dirigente ICE settore Agroalimentare e Vini

 

Aggiungendo: ” L’export ha registrato un aumento del +7% sull’anno precedente e in vista della celebrazione del 2018 come l’Anno del Cibo italiano, l’Agenzia ICE, grazie alla sua diffusa rete di uffici all’estero e all’esperienza maturata in oltre 90 anni di attività di promozione del Made in Italy, è ancor più attenta nel cogliere le opportunità presenti nei mercati esteri per le PMI italiane. In occasione del Cibus 2018, registriamo la presenza record di 370 buyer opportunamente selezionati ed invitati dalla rete estera, d’intesa con Fiere di Parma“. A Parma l’Ice porterà i propri impiegati stranieri che conoscono molto bene i mercati dove vivono, per farli incontrare con gli operatori economici italiani.

Nel corso dell’incontro milanese sono stati elencati anche gli ostacoli che spesso incontra la nostra produzione alimentare all’estero. E, cioè, la contraffazione, le barriere non tariffarie, le barriere tariffarie. Tutte situazioni da tenere sotto controllo perché il made in Italy alimentare non è immune da pericoli, tant’è che la sua vulnerabilità è evidente e, secondo Federalimentare, bisogna poter contare su sostegni promozionali adeguati.

Michele Pizzillo
Redazione Newsfood.com

Qui il Comunicato stampa Ufficiale