CICLABILE UNICA NORD-SUD SU ENTRAMBE LE RIVE DEL FIUME PO

CICLABILE UNICA NORD-SUD SU ENTRAMBE LE RIVE DEL FIUME PO

CICLABILE UNICA NORD-SUD SU ENTRAMBE LE RIVE DEL FIUME PO – PETIZIONE SUBITO

12 maggio 2019

UNPOINBICI®© RISPONDE A EUROVELO 8 – CANALE CHE UNISCE SPAGNA E GRECIA

IL TRATTO FLUVIALE DEL PO IN ITALIA RAPPRESENTA I 700 KM CENTRALI. UNA ATTRATTIVA TURISTICA CULTURALE. TURISMO LENTO, PAESAGGIO CULTURALE, STORIA GASTRONOMICA, PATRIMONIO AGROALIMENTARE . UN ANELLO COMPLETO DESTRA-SINISTRA, NORD-SUD, ANDATA E RITORNO DI 1400 KM CONTINUI

La ciclovia del fiume Po è la parte centrale del grande corridoio europeo, finanziato dall’Europa, che percorre gli argini e le rive del Grande Fiume italiano, unico percorso ovest-est ed est-ovest lungo interamente un fiume per un percorso-progetto di 6000 km.

Ciclovia Eurovelo 8

Penedes Cava foto catalogna

E’ parte di EuroVelo 8. Tutto il percorso si snoda fruendo degli storici e naturali argini, strade sopraelevate rispetto al livello del fiume e dei campi coltivati tutti intorno, costruiti per contenere “ le piene” improvvise che il Grande Fiume ha nel suo dna da sempre. E’ un fiume dalla portata continua elevata grazie a 144 affluenti fra quelli che scendono dalle Alpi e quelli che scorrono verso il fiume da sud, dagli appennini liguri, emiliani, toscani, romagnoli.

Questa ampio apporto di acque torrentizie, quindi stagionali, determinano i livelli alti e basi del fiume che ogni tanto manifesta la sua presenza invadendo le aree lagunari e golenali lasciate libere fra il primo e il secondo argine. Con la ciclovia Eurovelo 8 si da finalmente continuità ai diversi tratti resi ciclabili dalle meritevoli amministrazioni locali (Comuni e Province) che però ancora non considerano, per diversi motivi, il Po come unica entità o ancor meglio infrastruttura cicloturistica che vada oltre i confini regionali o provinciali.

Cosa manca al Grande Fiume Po

Manca una Agenzia Turistica Unica,
manca un riconoscimento come Risorsa Nazionale,
manca una attenzione nell’elenco dei Distretti Turistici Tematici del Ministero dei Beni Culturali,
manca una proposta di riconoscimento al Consiglio d’Europa,
manca una volontà politica di dare al Grande Fiume la possibilità di creare imprese e far funzionare una “autostrada fluviale naturale” che possiede giacimenti e patrimoni unici della Biodiversità umida,
manca l’iscrizione del fiume Po nell’elenco dei Fiume Europei finanziati con fondi UE.

 

L’Italia è l’unica che non ha un fiume in elenco. Il Grande Fiume è ancora visto come infrastruttura pericolosa e debole, e torna comodo a qualcuno “ mantenere lo stato di allerta calamitoso come priorità” a fini di pianificazione programmazione e gestione delle strutture. E nello stesso tempo abbiamo ponti da curare, mantenere, mettere in sicurezza. Abbiamo attracchi fluviali di barche non accessibili né dal fiume né da terra per assenza di strade, percorsi, parcheggi, servizi pubblici, pullman.

Ottima la ciclovia, ma c’è bisogno di vedere il progetto Grande Fiume Po nel suo insieme, sponda Destra e sponda Sinistra, argine maestro e argine secondario.

http://www.bicitalia.org/it/eurovelo/i-percorsi-italiani/eurovelo-8

Puntare escludendo qualcuno, non è cosa buona. Tecnicamente il percorso si presenta abbastanza vario sia in termini di fondo stradale che di grado di protezione alle più svariate destinazioni d’uso dell’argine maestro in terra emiliana e nei tranquilli tratti del lodigiano, chilometri e chilometri privi di traffico. E’ il tratto Voghera (Pavia-Lombardia) fino a Guastalla(Reggio Emilia – Emilia Romagna) che necessita di ampliamento, di doppio binario, di accessi su entrambe le sponde senza esclusione di nessun comune.

E’ fondamentale e urgente, proprio per il tratto emiliano (Piacentino e parmense) argine sud, riva destra, definire il percorso e inserirlo a tutto titolo e nella sua interezza nell’Eurovelo 8, perché il turista oggi chiede libertà e sicurezza di movimento. Passare da una sponda all’altra (ci sono 25 ponti praticabili) vuol dire incrementare l’afflusso e l’affluenza, che per l’economia turistica è importante.

Il miglior percorso praticabile oggi si ottiene passando da una sponda all’altra per ottenere la migliore sicurezza, oppure per chi pedala con ruote adeguate sono indicati i tratti migliori per il fuori strada come ad esempio le carrarecce vocate per le ruote grasse dalla confluenza Sesia- Po a Pieve del Cairo in sinistra o il tratto a ovest di Piacenza. O ancora le golene di Pomponesco e Portiolo nel Mantovano e di Sissa e Colorno nel Parmense.

La bici è libertà di potersi muovere, in silenzio, con chi si vuole, alla velocità gradita. Questo permette di godere l’ombra di un pioppeto, due bacche di gelso, magai qualche fragolina selvatica e nello stesso tempo imbattersi in una villa Rinascimentale o in una torre Medioevale. Borghi autentici, unici, come quelli di Saluzzo, Carmagnola, Moncalieri, Verolengo, Gabiano Monferrato, Camino, Morano, Frassineto, Valenza, Roggia Risiera, Mezzano, Arena in riva destra e San Zenone difronte in riva sinistra.

Eppoi sempre in riva-sud dell’argine maestro: Caorso, Zibello, Roccabianca, Colorno, Casalmaggiore, Viadana, Brescello, Boretto, Gualtieri, Guastalla, Ostiglia, Revere, Bondeno, Mesola, Contarina…. Tutti borghi che fanno venire alla mente grandi cibi, alimenti, vini e prodotti Dop, Igp made in Italy, circa 100, come peperone, aglio, cipolla, formaggi, Grana Padano, provolone, Parmigiano Reggiano, riso, pomodoro, culatello, coppa, salame, pancetta….

Borghi che hanno in comune l’architettura tipica del rosso del mattone, del sasso di fiume rotondo, delle finestre contornate di travi in legno, con palazzi, castelli e altre 100 ricette di piatti dell’arte culinaria italiana, quella che incrocia la tradizione mediterranea con quella continentale, un mix che rende la pasta e la carne, i pesciolini fritti e l’anguilla, la zucca e la ricotta, le erbette e il brasato, la salsiccia e i tortellini o anolini,  l’olio e il latte un mix unico al mondo.

Pista ciclabile del Po da Bondeno a Gorino

E’ il Grande Fiume che fa da spina dorsale di questa arte culinaria. Il paesaggio culturale verde vince a fatica sulla biodiversità umida, così diffusa: ambiti naturali di golena con pioppi e salici, querce con tronchi colonnari e i coltivi con tutte le essenze produttive dal mais al riso, dal frumento alla soia. Qui le stagioni sono i colori dei campi e degli argini a dettarli: quanto fa primavera il giallo del ravizzone così fa il frumento con il suo oro opaco, così la risaia allagata e i fiori blu-viola dei prati a medica o il verde intenso dei campi e il bruno-scuro delle grandi foglie a terra in autunno, e il bianco della neve d’inverno.

Basta seguire il percorso di Mario Soldati del 1957 (che ho ripetuto nel 2015 in occasione dell’Expo Milano) lasciandosi attirare dai profumi e dagli odori diversi, anch’essi stagionali, quelli che si diffondono da una osteria all’altra, da una trattoria ad un ristorante stellato adagiati spesso sulla sponda del fiume, dentro la golena, con il rischio della sommersione.

Un divenire naturale dicono i vecchi. La riva destra del fiume Po nel suo insieme è naturalmente inserita nel progetto Eurovelo, l’itinerario Destra Po, addirittura rientra nell’europeo percorso THE MEDITERRANEAN ROUTE identificato come “canale 8” che unisce Cadice (Spagna) ad Atene (Grecia) rappresentando l’intero tratto centrale di circa 700 km. http://www.bicitalia.org/it/bicitalia/gli-itinerari-bicitalia/61-bi2-ciclovia-del-po

A parte l’inserimento della ciclovia UnPOinBICI®© nell’importante progetto europeo di EUROVELO, l’itinerario rappresenta soprattutto  una delle piste ciclabili più importanti d’Italia, continua, aperta, interconnessa in continuo senza soluzione di continuità fra una sponda e l’altra, addirittura diventando quasi un “anello” di 1350 km autonomo attraverso le due rive-argini. Inoltre rappresenta l’unico itinerario ciclo-pedonale (quasi tutto asfaltato e quasi per intero dedicato ad un uso non automobilistico e solo piccoli tratti a traffico misto) dalle Alpi all’Adriatico (mare), con un tratto iniziale in discesa partendo dalla Piana della Regina sul Monviso, con qualche leggero saliscendi, poi tutto pianeggiante, quindi alla portata anche di famiglie con bambini, di non professionisti della bici.

Il delta del Po è un complesso sistema di diramazioni fluviali attraverso cui il fiume Po sfocia nell’Adriatico, ma a nord porta direttamente in laguna e nella città di Venezia, costeggiando uno dei rami fluviali del delta. Il delta è un distretto-territorio unico, in stretto e fortunato equilibrio naturale tra acqua ( dolce e salata) e terra che interessa tutti i visitatori per le sue molteplici attrazioni, fruizioni e interessi,  dall’acquacoltura alla pesca tradizionale, dai percorsi in barca e a piedi, dalla visita di case storiche e luoghi di mare, fino a una varietà senza pari di flora e fauna acquatica e marina, oltre a poter usufruire – con bici al seguito – sia di tratte in treno che di tragitti con barche private, di linea e a noleggio.

Per informazioni: www.parcodeltapo.it

Molto interessante, da ripetere e rifare a distanza di 7 anni, una nuova petizione che proponga una fruizione controllata, seguita, sicura, con precisi accessi dal Monviso (sorgente) alla Laguna Veneta (delta) che coinvolga, tutte le amministrazioni comunali di fronte-acqua. Sono 170 comuni coinvolti e interessati senza distinzioni. Coinvolgendo tutti in riva-argine SX (a nord) che riva-argine DX(a sud del tracciato fluviale) visto che il Grande Fiume si distende da Ovst a Est.

Usiamo la piattaforma:  (https://www.change.org/it ) per raccolta petizioni e firme, è TUTTO GRATIS , basta aderire.

Per informazione è possibile controllare la petizione del 2012:  http://www.salviamoilpaesaggio.it/blog/2012/06/un-po-ciclabile-petizione-per-rendere-ciclabile-largine-del-fiume-po/

 

 

Giampietro Comolli

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Giampietro Comolli
Economista Agronomo Enologo Giornalista
Libero Docente Distretti Produttivi-Turistici

Mob +393496575297

Editorialista Newsfood.com
Economia, Food&Beverage, Gusturismo
Curatore Rubrica Discovering in libertà
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