Firenze – Sono tanti i campioni del ciclismo che con le loro vittorie hanno portato in giro per il mondo l’immagine della Toscana, Bartali, Martini, Magni, Nencini, Bitossi,
fino ai più recenti Ballerini, Cipollini, Bartoli, Bettini; la lista è lunga, impossibile citarli tutti, e pensare che, malgrado la grandissima tradizione ciclistica, la Toscana
non è mai riuscita ad ospitare un Mondiale.

La classifica toscana dei fuoriclasse della pedalata è guidata dal personaggio che ha trasformato questo sport in un fenomeno popolare. Gino Bartali, nato alle porte di Firenze (a Ponte
a Ema) nel 1914, è stato l’unico ciclista al mondo ad aver vinto due Tour de France a distanza di dieci anni, nel 1938 e nel 1948. Leggendario il dualismo con Fausto Coppi. Al suo
palmarés (due Tour, tre Giri, quattro campionati italiani, cinque Giri di Toscana, quattro Milano-Sanremo, tre Giri di Lombardia, tre Giri del Piemonte, tre Giri dell’Emilia, due Giri
della Svizzera, un Giro di Normandia e un Giro dei Paesi Baschi) manca soltanto il titolo iridato. Bartali è stato un autentico protagonista in un’epoca, seconda guerra mondiale e
dopoguerra, caratterizzata da veri e propri sconvolgimenti. Prima ancora che uno sportivo ‘Ginettaccio’ è stato un personaggio: grazie a lui centinaia di ebrei si sono salvati durante il
periodo delle persecuzioni fasciste. Nel 1948, in un momento di forti tensioni sociali e politiche dopo l’attentato a Palmiro Togliatti, la seconda vittoria al Tour riportò la calma nel
paese. Il capo del governo di allora, Alcide De Gasperi, gli inviò un telegramma per ringraziarlo. L’Associazione Amici del Museo del Ciclismo, il 1° aprile 2006, ha aperto a Ponte a
Ema il Ciclo Museo Gino Bartali. Lo spazio espositivo, oltre a tutto il materiale sul campione, contiene anche quello donato da appassionati, associazioni ciclistiche e collezionisti
riguardante la storia del ciclismo.

Altri grandi ciclisti toscani hanno fatto la storia di questo sport. Fiorenzo Magni, detto il ‘terzo uomo’ per aver messo d’accordo i rivali Coppi e Bartali, vinse negli anni ’50 tre Giri
d’Italia e per tre volte consecutive il Giro delle Fiandre: da qui l’altro soprannome di ‘Leone delle Fiandre’. Allo stesso periodo appartiene Alfredo Martini, in evidenza soprattutto come
gregario (da ct ha ottenuto ben 6 titoli iridati). Gastone Nencini, stroncato da un male incurabile a soli 50 anni, ha raccolto l’eredità di Bartali. Specialista delle corse a tappe,
vinse il Giro nel 1957 ma soprattutto il Tour tre anni più tardi. Franco Bitossi, ‘cuore matto’, specialista delle gare in linea, tra gli anni ’60 e ’70 ha vinto tantissimo (tre
campionati italiani, due Giri di Lombardia e due Campionati di Zurigo). Celebre il secondo posto al Mondiale 1972, a Gap: primo solitario a cento metri dal traguardo si fece rimontare e battere
dal compagno Marino Basso.

Altri corridori toscani da ricordare sono Roberto Poggiali, anni ’60-’70, tricolore tra i dilettanti e vincitore della Freccia Vallone e del Giro di Svizzera e, in anni più recenti,
Franco Chioccioli, trionfatore al Giro nel 1991, e l’attuale ct della Nazionale, Franco Ballerini, vincitore di 2 Parigi-Roubaix, nel ’95 e nel ’98; come ct ha già all’attivo 3 mondiali
e 1 olimpiade. Mario Cipollini fino al 2006 è stato l’unico ciclista toscano ad aver vinto il titolo iridato, a Zolder in Belgio, nel 2002. Il ‘Re Leone’ è stato probabilmente il
più grande velocista del ciclismo moderno conquistando il record di tappe vinte al Giro, 42. Tra le sue vittorie anche tre Gand-Wevelgem, una Milano-Sanremo e un campionato italiano.
Altri ciclisti toscani che si sono messi in evidenza negli ultimi anni sono Andrea Tafi (un Giro delle Fiandre, una Parigi-Roubaix, un Giro di Lombardia e una Parigi-Tours), Francesco
Casagrande (2 Classiche di San Sebastian nel 1999 e 2000, una Freccia Vallone e un secondo posto al Giro sempre nel 2000) e Michele Bartoli (soprannominato anche ‘Leoncino delle Fiandre’ per la
sua predilezione per le classiche del Nord; 1 Giro delle Fiandre, 1 Freccia Vallone, 2 Liegi-Bastogne-Liegi, 1 Amstel Gold Race, 2 Giri di Lombardia, 2 Coppe del Mondo e un titolo italiano).
Paolo Bettini con le sue straordinarie affermazioni (2 titoli iridati, Salisburgo 2006 e Stoccarda 2007, medaglia d’oro alle Olimpiadi di Atene 2004, tre Coppe del Mondo consecutive
2002-2003-2004 ma anche due Liegi-Bastogne-Liegi, una Milano-Sanremo, un Campionato di Zurigo, 2 Giri di Lombardia e un titolo italiano), sebbene ancora in attività, è già
entrato nella storia del ciclismo.

Anche tra le donne non mancano i campioni. Fabiana Luperini è senza dubbio una delle regine in campo internazionale grazie alle vittorie consecutive a Giro e Tour dal ’95 al ’97.
Completano la sua bacheca due edizioni della Freccia Vallone (’98 e 2002) e altri due Giri (2001 e 2002).
Per restare al presente, Daniele Bennati, aretino, classe ’80, è sicuramente tra i più forti velocisti (2 tappe al Tour e 3 alla Vuelta) mentre tra i campioni del futuro una
segnalazione spetta a Diego Ulissi, classe ’89, già due volte campione del mondo juniores nel 2006 e 2007.

Federico Taverniti