Cioccolato di Modica IGP: riflessioni sul disciplinare di produzione

Cioccolato di Modica IGP: riflessioni sul disciplinare di produzione

(Aggiornamento di giovedì 8 novembre ore 15:00):

Mistero risolto: 
Comunicato relativo alla pubblicazione del disciplinare di produzione della denominazione «Cioccolato di Modica»…: Si provvede alla pubblicazione del disciplinare di produzione della denominazione «Cioccolato di Modica» che per errore non e’ stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale  n. 252 …

(www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2018/11/06/18A07084/sg )

Come si nota, nulla è cambiato nel testo, quindi le mie perplessità rimangono.”


Il cioccolato di Modica è stato recentemente iscritto nel registro dei prodotti a Indicazione Geografica Protetta (IGP)

 

Cioccolato di Modica: riflessioni sul disciplinare di produzione

Il cioccolato di Modica è stato recentemente iscritto nel registro dei prodotti a Indicazione Geografica Protetta (IGP): auguri.
Per capirne un po’ di più abbiamo dato un’occhiata al disciplinate di produzione*.
Come è noto, i disciplinari sono documenti che dettano (in maniera tassativa, o almeno così dovrebbe essere) le regole di fabbricazione.

All’art. 5 vengono elencati quelli che sono gli ingredienti obbligatori e quelli facoltativi, e sin qui tutto bene. In particolare vengono indicate alcune spezie ed aromi naturali.
Dopodiché arrivano quelli consentiti e già le cose cominciano a non funzionare.

Perché, ad esempio, viene “consentito” l’impiego di “altre” spezie e “altri” aromi naturali, ovviamente diversi da quelli citati poco sopra?

Trattandosi di un prodotto il cui valore si basa sulle sue caratteristiche organolettiche, non vi è il rischio che qualche fantasioso pasticcere, magari per distinguersi, combini pasticci?

Ma c’è di peggio.
L’elenco degli obbligatori, dei facoltativi e dei consentiti, ci dovrebbe autorizzare a concludere che qualunque altra cosa sia, quantomeno implicitamente, vietata.
Non è così.

 

Cioccolato di Modica IGP, vietati: coloranti, conservanti, emulsionanti, grassi vegetali, vanillina, latte.

Forse per eccesso di prudenza, il legislatore ha ritenuto di inserire il seguente paragrafo:
Vietati: coloranti, conservanti, emulsionanti, grassi vegetali, vanillina, latte.
Il rischio, però, è di ottenere l’effetto contrario.
I disciplinari devono essere precisi, già lo abbiamo detto, ma allora perché vietare “solo” coloranti, conservanti ed emulsionanti? E le altre 21 categorie? Perché non scrivere semplicemente “additivi”?

E se qualcuno, giocando su questa imprecisione, volesse metterci un po’, la buttiamo lì, di “esaltatori di sapidità”, basandosi sul fatto che “ciò che non è vietato è ammesso”, di che lo potremmo accusare?

E poi “grassi vegetali” (come se il burro di cacao fosse animale): in questi casi si scrive “grassi vegetali diversi dal burro di cacao”; … vabbe’ è un dettaglio, ma i disciplinari devono essere precisi ecc. ecc.

* Il testo del disciplinare avrebbe dovuto comparire in allegato al PROVVEDIMENTO 17 ottobre 2018  Iscrizione della indicazione geografica protetta «Cioccolato di Modica» nel registro delle denominazioni di origine protette e delle indicazioni geografiche protette.(pubblicato nella GU n. 252 del 29 ottobre 2018).

Ebbene, il provvedimento c’è, ma l’allegato è scomparso (sino a ieri, c’era…): forse che qualcuno abbia fatto analoghe riflessioni?

Accontentiamoci, per ora e in attesa di eventuali sviluppi che provvederemo a segnalarvi, di questo articolo, (si veda, in calce allo stesso, il link al documento MPAAFT).

 

Dott. Alfredo Clerici
Tecnologo Alimentare
Newsfood.com
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