Drinking with L. A.
Un drink con Alessandra Lumachelli

Clementi e Ticino, l’Uomo Bionico e il whisky
di Alessandra Lumachelli

Carnevale, feste, inviti. Un ricordo alle ultime ricorrenze, appena trascorse. Vigilia di Natale: voi cosa fate, Amici? Immagino preparativi, regali, cene …

Io, invece, visto che non solo non mi pesa ciò che faccio, ma proprio lo amo, mi vesto di rosso e me ne vado in due club, a fare due interviste a … due gruppi di … due personaggi!! Ecco la prima, al “Terminal” di Macerata, con Roberto Clementi e     Agostino Maria Ticino, veterani della musica elettronica.

 

Io: Se foste supereroi, che supereroi sareste e che superpoteri avreste? Nella scelta, potete spaziare dai miti ai fumetti, a personaggi inventati da voi, da Topolino ad Apollo: qualsiasi cosa! Per es., la mia prima intervista è stata con i PamPers, che si sono inventati due personaggi sul momento.

Roberto: Bella! Non è la solita domanda. Il mio supereroe? L’Uomo Bionico, che era il personaggio di quella serie televisiva anni ’80, ed è stato il precursore della tecnologia odierna. Un personaggio con il cuore, ma con un occhio che vedeva di più, un orecchio che sentiva di più. La nostra generazione è sempre connessa, abbiamo tutti lo smartphone: mi rivedo in lui!
Agostino: Secondo me, io sarei Giobbe! La mia arma segreta: la pazienza! Sono molto paziente. Agostino sa aspettare.

Io: Se aveste la macchina del tempo, dove andreste: nel passato? Nel futuro? Restereste nel presente?

Agostino: Andrei nel futuro. Mi piacerebbe andare nel futuro. Se, invece, dovessi andare nel passato, andrei negli anni ’50 che mi piacciono molto.

Roberto: Questa intervista la vedo molto legata alla musica, eh? A me piacerebbe andare negli anni, in cui sono nate le basi della musica che faccio: fine anni ’80, a Detroit. C’erano le fabbriche automobilistiche, e lo sfogo sociale degli operai che andavano a ballare la sera. Lì si sono gettate le basi della musica, che facciamo oggi. Quell’epoca, mi sarebbe piaciuto viverla. Sono sicuro che, se l’avessi vissuta, farei meglio ciò che sto facendo ora.

Io: Da marchigiani, quanto amate il vostro territorio?

Agostino: Moltissimo! Io vivo da 16 anni a Roma, che considero casa mia. Oramai ho la sensazione di tornare a casa, quando entro nel raccordo, perché vivo sempre nella stessa casa, ho metà famiglia là, ecc. ecc. Però, sono molto legato alle Marche, e per questo ho molto piacere di lavorare nelle Marche, facciamo molti progetti di riqualificazione, legati al territorio, con quella che è stata l’industria musicale nel nostro territorio. Mantengo ben saldo il cordone ombelicale, che mi lega alla mia terra natale, di cui sono molto innamorato. Noi facciamo un progetto di riqualificazione dei sintetizzatori marchigiani. Le Marche, tra la seconda metà degli anni ’70 e la prima metà degli anni ’80, sono state il più grande distretto d’Europa ed il secondo al mondo per produzione di tastiere e sintetizzatori. Lavoravano nell’indotto all’incirca 10.000 tra ingegneri e operai. La Bontempi era la più grande ditta di tastiere d’Europa, si erano raggiunti livelli altissimi, al top mondiale. Lo strumento preferito di Stevie Wonder era una tastiera fatta a Osimo. Noi abbiamo un gruppo musicale, che si esibisce solo con strumenti marchigiani dell’epoca. Dell’epoca e non, perché uno dei musicisti è un progettista dei nuovi sintetizzatori. Quindi, diciamo che questa è una delle cose a cui lavoro da tanto tempo, come il festival ad Ancona di musica elettronica, che accresce il mio legame con la mia terra d’origine, oltre alla passione per il lago di Cingoli (ridiamo).

Roberto: Io sono nato al mare. Durante gli studi, per 7 anni, in estate facevo il bagnino di salvataggio. Quindi, ho passato tanto tempo della mia vita a guardare l’orizzonte, e non posso vivere in un paese dove non c’è il mare. Perché è una cura per tante cose: un giorno che ti va storto qualcosa, ti fai una bella passeggiata sul lungomare, anche d’inverno. Io da casa mia vedo il mare. E quando vado a vivere in un altro posto, è una delle cose che più mi manca. Anche se non ci vado spesso: non faccio la lucertola che va a prendere il sole. Però ce l’ho vicino! Non ne potrei fare a meno.

Io: Qual è il vostro drink preferito?

Agostino: Il mio drink preferito è il whisky. Bevo quasi sempre quello e andiamo molto d’accordo: ci troviamo molto bene (ridiamo). Preferisco i whisky torbati. Altrimenti, l’acqua frizzante!

Roberto: Il mio è vodka secca e zenzero. Metto una radice di zenzero nel bicchiere. Perché mi piace bere, mi piacciono le emozioni forti, però, usando lo zenzero, il giorno dopo non sto male. È un segreto che vi svelo!

Io: Che cosa potete fare per salvare, o per migliorare, il mondo?

Agostino: Quello che faccio quotidianamente per migliorare il mondo è cercare di essere il più calmo ed educato possibile, con tutte le persone che mi circondano. Il che, vivendo nella periferia romana, mi richiede parecchio sforzo. Immagino che, se tutti fossero come me, il mondo sarebbe sicuramente un posto migliore.

Roberto: No comment!

In alto i calici a tulipano, Amici! Senza dimenticare le origini, certo, ma viaggiamo verso nuovi orizzonti, per ampliare la mente! Alla prossima!

=======Who’s who Clementi e Ticino=======
Per chi non lo sapesse

Agostino Maria Ticino, originario di San Severino Marche, eredita la passione per la musica dal padre, comproprietario di una radio locale. A 10 inizia lo studio della chitarra classica. A partire dall’adolescenza, fa parte di formazioni underground, venendo così a conoscenza della computer music. Dal 2001 si dedica completamente alla musica elettronica. È attualmente presente in diverse realtà musicali, dalla musica per documentari (canali Sky) alla produzione di dance music con un’etichetta di cui è co-fondatore.
Roberto Clementi è un prolifico produttore, dj resident dell’Harmonized di Porto Sant’elpidio. Inserito nella scena techno internazionale, vanta produzioni e collaborazioni su varie etichette discografiche.

 

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Redazione Newsfood.com