Club des Chefs des Chefs: G20 della Cucina a Milano

Club des Chefs des Chefs: G20 della Cucina a Milano

dal nostro inviato speciale Franco Vergnano
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A Milano il G20 della cucina. A fin di bene

Milano, Hotel Principe di Savoia, lunedì 20 luglio 2015

Avete mai pensato ad un G 20 della cucina? Niente a che vedere con un meeting fusion che mette insieme i piatti degli chef più accreditati a livello mondiale, nulla a che fare con stelle Michelin o i cappelli Gault-Millau. A questo consesso mondiale, riassunto nel Club des Chefs des Chefs, appartengono i cuochi di capi di Stato e/o dinastie che reggono le sorti dei principali paesi al mondo. Nell’anno di Expo, che ha come tema centrale il cibo, non poteva mancare una riunione di questi Supercuochi cui è affidato il nutrimento e – perché no – lo stato di salute di chi è regista delle sorti del pianeta, proprio a Milano. In barba al gran caldo di questi giorni, il Principe di Savoia di Milano ha ospitato lunedì 20 luglio 2015 una riunione degli Chefs des Chefs che, per l’occasione,  coniugano la cucina d’eccellenza con la beneficenza con un charity dinner destinato a raccogliere fondi per l’ospedale pediatrica Saint Damien di Haiti, fondato e retto da un sacerdote divenuto medico, padre Rick, un nosocomio che eroga, in modo del tutto gratuito, cure a 80 mila bambini l’anno per la gran parte dei quali il ricorso alle cure è causato dalla maltrinuzione, un eufemismo per dire “fame”.

Questi gli chefs che si sono messi ai fornelli per questa cena del buon cuore, aiutati dall’ Executive Chef dell’hotel Principe di Savoia, Fabrizio Cadei.

Si tratta di:

– Cristeta Comerford, Chef del Presidente degli Stati Uniti  alla Casa Bianca;
– Mark  Flanagan, Chef della Regina Elisabetta d’Inghilterra;

– Christian Garcia – Chef di Sua Altezza Serenissima il Principe Alberto II di Monaco;

– David Destinoble – Executive Chef del Capo dello Stato di Haiti
– Fabrizio Boca – Executive Chef presso il nostro Quirinale.
Fin qui l’ufficialità ma, smesso solo per un attimo il protocollo che palazzi reali e presidenziali impongono, gli chef rilevano alcuni particolari relativi a gusti/orientamenti culinari dei loro “datori di lavoro”. Intanto nessun neofita/ultimo arrivato: chi cura l’alimentazione del numero uno del Sud Africa aveva lo stesso incarico ai tempi della presidenza Mandela; la chef della Casa Bianca (l’unica donna presente) lavora in Pennsylvania Avenue da 25 anni e insieme con Michelle Obama, paladina di una nutrizione sana, si occupa dell’orto della Casa Bianca. A Montecarlo il principe Alberto va ogni giorno in cucina assicurandosi con molto orgoglio che vengano utilizzate le verdure km.zero del suo orto. Alla definizione del menù partecipa anche la principessa Charlene che ha contaminato le abitudini monegasche con il suo tocco sudafricano.
Comportamento analogo alla corte danese, dove si utilizzano solo verdure home grown, con un occhio di riguardo alla cucina francese a causa della presenza di una principessa proveniente da quel paese.
A Buckingham Palace, nella cui brigata di cucina c’è un sous chef  italiano, alla regina Elisabetta spetta l’ultima parola su breakfast, lunch e dinner.

Quanto ai vini, la tendenza dominante è all’uso di varietà locali. Anche in Inghilterra dove si servono bollicine pure British,  rese possibili dai cambiamenti climatici.

No comment sui piatti preferiti. In passato le rivelazioni sui gusti dei numeri uno del mondo hanno provocato proteste di categorie, dagli allevatori di bovini ai produttori di broccoli

 

Franco Vergnano
inviato speciale
Newsfood.com

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