Colazione, momento fondamentale per madre e figlio

Colazione, momento fondamentale per madre e figlio

La colazione: importante di per sé, tale pasto diventa ancora più significativo quando fatto dalle donne in gravidanza. Le scelte (qualità e quantità dei cibi)
toccano non solo la salute delle madri, ma anche quella futura dei figli.

A chiarirlo, una ricerca della Washington University di St. Louis (USA), diretta dalla dottoressa Debra Haire-Joshu e pubblicata su ” Journal of the American Dietetic Association”.

Secondo la dottoressa Haire-Joshu, gli studi di settore guardano molto all’alimentazione post-parto e poco a quella precedente: la colazione, poi, viene spesso messa in secondo piano in favore
di altri pasti.

Per rimediare, gli scienziati hanno così osservato 1.330 volontarie, giovani madri residenti in vari stati USA. Le donne, seguite prima e dopo il parto, hanno visto registrati dati
personali riguardanti abitudini nutrizionali e stato di salute.

In base a tale procedura, circa il 50% delle giovani madri faceva colazione circa 2 giorni a settimana, compensando a metà mattinata con snack, merendine e bevande zuccherate.

Questo pesava: tali volontarie avevano infatti Indice di Massa Corporea (BMI) superiore alle colleghe che consumavano colazione regolarmente (6-7 giorni a settimana). Inoltre, la colazione
regolare riduceva le calorie settimanali complessive (1.197 contro le 1.337 della colazione saltuaria) e spingeva ad un’alimentazione più sana. Le giovani madri che eseguivano questo
pasto quasi sempre tendevano infatti a mettere nel piatto dosi più alte di cereali, latte, frutta e verdura.

Commentando i risultati, la capo-ricercatrice si sente così di consigliare alla giovani madri di fare colazione. Saltarla non danneggia solo la loro salute ma aumenta il rischio che la
prole sia soggetta ad obesità e malattie collegate.

FONTE: Debra Haire-Joshu, Cynthia Schwarz, Elizabeth Budd, Byron W. Yount et al., “Postpartum Teens’ Breakfast Consumption Is Associated with Snack and Beverage Intake and Body Mass
Index”, Journal of the American Dietetic Association Vol. 111, Issue 1, Pages 124-130, doi:10.1016/j.jada.2010.10.009

Matteo Clerici

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