In pieno inizio della stagione turistica viene presentato per legge il divieto alla vendita in autostrada del vino imbottigliato che rappresenta il souvenir più apprezzato dai vacanzieri
italiani ed esteri in viaggio in Italia. E’ quanto denuncia la Coldiretti nel riferire i contenuti dell’articolo 9 del disegno di legge sulla semplificazione amministrativa, presentato al
Senato da esponenti del Governo, compreso il Ministro delle Politiche Agricole Paolo De Castro a cui spetta la tutela del settore vitivinicolo nazionale.

L’acquisto di uno dei prestigiosi vini italiani durante gli spostamenti in autostrada, come ricordo delle vacanze rappresenta una forma di promozione eccezionale per il Made in Italy
alimentare, ma anche una fonte di reddito diretta per gli imprenditori vitivinicoli dei territori attraversati, ha affermato il presidente della Coldiretti Sergio Marini nel sottolineare che
“il disegno di legge rischia di determinare danni irrecuperabili a un settore simbolo del rilancio dell’agroalimentare nazionale che ha saputo conquistare un successo internazionale di fronte a
temibili concorrenti e per questo ci auguriamo un deciso intervento del Parlamento per modificare questa grave disattenzione”.

La scelta di una bottiglia di vino locale per ricordare un luogo appena visitato – afferma la Coldiretti – è uno dei comportamenti più diffusi, che alimenta una fiorente economia
territoriale e dà l’opportunità di garantirsi al ritorno dal viaggio un testimone unico per caratteristiche, qualità e gusto. Infatti, sulla base di una ricerca
dell’Istituto Piepoli-Leonardo-Ice a mantenere vivo il ricordo dell’Italia – sostiene la Coldiretti – per quasi uno straniero su due (45%) sono il cibo e il vino Made in Italy che raggiungono
il valore più elevato per i cittadini svedesi (70%) e americani (58%) e il più basso per quelli cinesi (31%) e per i russi (28%). E secondo i dati dell’Osservatorio Internazionale
del turismo enogastronomico – precisa la Coldiretti – per oltre i due terzi (68%) degli stranieri lo shopping del gusto è tra i fattori di scelta di una destinazione turistica.

Secondo il V rapporto Città del vino/Censis il turismo enologico – continua la Coldiretti – è un fenomeno in crescita in Italia, con oltre 2,5 miliardi di euro di fatturato e 4
milioni di enoturisti che frequentano le 551 città del vino e con le 112 strade del vino che hanno raddoppiato il numero di visitatori nel giro di tre anni.

Per l’Italia si tratta di una componente rilevante dell’economia, tanto che – precisa la Coldiretti – il vino Made in Italy nello scorso anno ha sviluppato un fatturato record di 9 miliardi di
euro, 3,2 dei quali attraverso l’export, con quasi un terzo della produzione destinata ai 361 vini nazionali Doc e Docg. Nel primo bimestre del 2007 – prosegue la Coldiretti – si è
verificata infatti una crescita record per il vino Made in Italy nel mondo con un aumento delle esportazioni in valore del 20 per cento dovuta a una crescita sia sui mercati dell’Unione Europea
(24 per cento) sia su quello statunitense ( 16 per cento).

Il vino – precisa la Coldiretti – è la principale voce dell’export agroalimentare nazionale con oltre la metà del fatturato complessivo all’estero che viene realizzato sul mercato
comunitario dove la Germania è il principale consumatore di vino italiano. Il primo mercato extracomunitario di sbocco, con un quarto del valore totale delle esportazioni, sono invece –
conclude la Coldiretti – gli Stati Uniti dove il vino Made in Italy ha conquistato il primato rispetto a Francia e Australia.

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