Quasi la metà delle notifiche di rischio per la sicurezza alimentare comunicate dagli Stati dell’Unione Europea riguardano prodotti importati da Paesi extracomunitari e respinti alle
frontiere dell’Unione perché ritenuti dannosi per la salute.

E’ quanto afferma la Coldiretti sulla base del rapporto annuale sul sistema di allerta rapida per le derrate alimentari e per gli alimenti per gli animali (RASFF) reso noto dalla Commissione,
dal quale emerge che nel 2006 rispetto all’anno precedente i casi di rischio sono diminuiti del 5 percento.

Secondo il rapporto RASFF della Commissione tra i casi di rischio eclatanti che si sono verificati nell’Unione Europea nel corso del 2006 si segnalano la diossina che ha riguardato i maiali in
Belgio, il benzene nelle bevande gassate in Inghilterra, il riso geneticamente modificato illegale importato dagli Stati Uniti. Si tratta di esempi che – sottolinea la Coldiretti – evidenziano
la necessità di accelerare il percorso intrapreso a livello comunitario con l’estensione a tutti i prodotti alimentari dell’obbligo (già in vigore nella UE per carne bovina, uova,
miele, ortofrutta fresca) di indicare nelle etichette l’origine della componente agricola impiegata per ridurre i rischi e favorire i controlli per assicurare il rispetto di adeguati standard
socio ambientali anche nelle produzioni importate.

Il rispetto dei controlli durante l’estate – conclude la Coldiretti – riguarda soprattutto i prodotti ortofrutticoli che nonostante l’obbligo di indicare in etichetta l’origine circolano troppo
spesso anonimi con il rischio che vengono spacciati come Made in Italy pur non avendo le stesse garanzie di qualità e sicurezza alimentare.

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