Coldiretti: programmare mercato per tutelare parmigiano

 

Programmare l’immissione sul mercato del Parmigiano e valorizzare territorialità e distintività per far uscire dalla crisi il formaggio simbolo del Made in Italy.
E’ quanto ha affermato la Coldiretti all’incontro svoltosi al Ministero delle Politiche Agricole per affrontare la crisi di Reggiano e Grana Padano causata
dall’aumento dei costi di produzione e da una politica distributiva che non valorizza il prodotto mettendo in pericolo la sopravvivenza dell’intera filiera.

Una filiera – precisa Coldiretti – che nasce dal latte di 250mila mucche allevate da 4750 aziende agricole in zone delimitate del territorio nazionale, trasformato in 492
caseifici che producono oltre 3,1 milioni di forme all’anno dal peso medio di 38 chili, che devono essere stagionate almeno 12 mesi. Secondo i dati forniti dal Consorzio di tutela
del Parmigiano Reggiano, oggi produrre il Parmigiano costa tra i 7,97 e gli 8,23 euro al kg, a fronte di un prezzo all’ingrosso oscillante tra i 7,20 e i 7,80 euro. Il prezzo
medio allo scaffale va dai 13,90 ai 15,90 euro al kg, ma sette forme su dieci vengono vendute nei supermercati (secondo dati della grande distribuzione) attraverso iniziative
promozionali a prezzi che vanno dai 7,90 ai 9,50 euro.

Dinanzi alla crisi, occorre – secondo Coldiretti – una migliore programmazione dell’immissione sul mercato della produzione, in modo da salvaguardare la qualità del
Parmigiano Reggiano e, al tempo stesso, garantirne la territorialità e la distintività.
Venerdì prossimo – conclude Coldiretti – la questione tornerà sui tavoli del Ministero, per decidere i provvedimenti da assumere per scongiurare la crisi.

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