«Occorre uno sforzo comune perché gli Accordi di partenariato economico (Ape) tra l’Unione Europea e i paesi dell’Africa e dell’Oceania, che stanno entrando nella fase decisiva,
seguano la strada di un’agricoltura legata al territorio che sappia coniugare l’aspetto commerciale col rispetto di diritti fondamentali come quelli a un’alimentazione sicura, a un ambiente
tutelato, a un equo accesso alle risorse».

Lo ha dichiarato il presidente di Coldiretti, Sergio Marini in riferimento al negoziato sugli Accordi di Partenariato Economico (Ape) che dovrebbero entrare in vigore dal primo gennaio 2008, in
occasione della Giornata Globale di Mobilitazione alla quale partecipano oltre 130 organizzazioni in 40 Paesi con l’audizione in Italia alla Commissione Esteri della Camera di Saliou Sarr,
rappresentate della Rete delle organizzazioni contadine dell’Africa occidentale (ROPPA).

La Coldiretti, membra del Gruppo italiano di appoggio al movimento contadino in Africa occidentale e co-protagonista della campagna EuropAfrica, condivide – ha sostenuto il presidente della
Coldiretti – le forti preoccupazioni delle Organizzazioni agricole dei Paesi ACP per lo stato dell’arte dei negoziati per gli accordi, che non devono essere ridotti all’esclusiva
liberalizzazione dei mercati, tra regioni e agricolture con strutture economico-commerciali assolutamente disomogenee. Gli Accordi vanno migliorati e, dunque, invitiamo – ha concluso Marini – a
rivedere la data della loro firma prevista per il 31 dicembre 2007 per dare priorità alle misure necessarie per integrare i mercati agroalimentari dei paesi, garantire l’equità
delle relazioni commerciali, migliorare la partecipazione delle Organizzazioni agricole e della società alla trattativa.