3 Ottobre 2007 – Di fronte alle forti divisioni che hanno interessato sia gli Stati membri che le Autorità comunitarie l’unica soluzione possibile è il rispetto del
principio di precauzione.

E’ quanto afferma la Coldiretti in riferimento al dossier comunitario aperto sull’ autorizzazione alla coltivazione in Europa della «superpatata transgenica» prodotta dal gigante
chimico tedesco Basf. Nel momento in cui cresce in tutta Europa l’opposizione agli organismi geneticamente modificati (OGM) in agricoltura serve – sostiene la Coldiretti – un segnale di
attenzione da parte della Autorità comunitarie.

A favore del divieto alla coltivazione della patata transgenica c’è peraltro il fatto – sostiene la Coldiretti – che l’Agenzia europea dei farmaci, l’Emea, aveva messo in guardia dai
rischi sulla presenza di un gene di resistenza agli antibiotici. L’opposizione agli Ogm risponde alla volontà dei consumatori in Europa e in Italia dove secondo l’indagine Coldiretti
Ispo tre cittadini su quattro (74 per cento) sono convinti che i prodotti contenenti Organismi Geneticamente Modificati (Ogm) non facciano bene alla salute.