Fino alla metà degli anni sessanta, non esistevano punti di contatto fra le politiche del turismo e le politiche dell’agricoltura, poi, dal 1965, con la nascita dell’Agriturist e
dell’agriturismo, la percezione di quanto, soprattutto in Italia, l’agricoltura potesse sostenere il turismo, e viceversa, è andata crescendo.

Oggi, come ha recentemente ricordato anche il presidente del Senato, Franco Marini, in occasione della presentazione del rapporto Nomisma sullo stato dell’agricoltura italiana, è sempre
più sentita «la necessita’ di accrescere l’integrazione fra le politiche agricole ed altri settori strategici: turismo, commercio, trasformazione e ristorazione, ma penso anche
all’ambiente e al paesaggio».

Di questa integrazione si parlerà a Villa San Giovanni (Reggio Calabria), in occasione di una tavola rotonda sul tema «Sviluppo turistico e agricoltura: quale ruolo per
l’agriturismo?» in programma mercoledì 5 marzo, con inizio alle ore 16, presso l’Hotel Altafiumara, promossa da Agriturist (Confagricoltura) nel quadro del VII Forum Nazionale
dell’Agriturismo, al quale parteciperanno 120 dirigenti dell’Associazione provenienti da tutta Italia.

Il dibattito, al quale parteciperanno esponenti della politica, delle Istituzioni e del mondo sindacale, sarà coordinato dalla presidente di Agriturist, Vittoria Brancaccio che ha
già trasmesso al Dipartimento per il Turismo una serie di proposte per lo sviluppo del turismo rurale e la destagionalizzazione dei flussi turistici e che intende ora proseguire
nell’approfondimento dei rapporti fra agricoltura e turismo, attraverso la consultazione dei principali esponenti di questi due mondi così vicini e correlati.

«Il turismo italiano – ha dichiarato Vittoria Brancaccio – soffre di gigantismo progettuale e di nanismo operativo. Si susseguono costosi studi sullo stato della nostra industria delle
vacanze, si registra con preoccupazione la progressiva perdita di posizioni del nostro paese nell’attrarre flussi turistici, ma non si vedono indirizzi politici che siano capaci di incidere
significativamente su questa situazione. Risorse preziose vengono sprecate con iniziative improvvisate, come recentemente avvenuto con il portale internet www.italia.it, che mettono, fra
l’altro, a nudo la mancanza di coordinamento e di unità di intenti fra Stato e Regioni».

«Lo spazio rurale italiano – prosegue la presidente di Agriturist – rappresenta, con i suoi borghi storici, i paesaggi disegnati dalle diverse coltivazioni, i prodotti agroalimentari a
denominazione d’origine e tradizionali, il diffuso patrimonio naturalistico, una straordinaria attrattiva turistica per il nostro Paese, ancora largamente sottovalutata. Eppure la crescente
domanda di agriturismo, proveniente anche dall’estero, dimostra che la cosiddetta «Italia minore» può contribuire in misura rilevante alla crescita dei flussi
turistici».

La tavola rotonda di Agriturist, realizzata con il contributo del Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali, della Regione Calabria (Assessorati agricoltura e turismo), della
Provincia e della Camera di Commercio di Reggio Calabria, concentrerà soprattutto l’attenzione sulle politiche di tutela dei prodotti a denominazione d’origine (vini DOCG, DOC e IGT;
prodotti DOP e IGP) e sulla conservazione del paesaggio messa in discussione dalla costante sottrazione di suolo all’agricoltura.