Come mangiare sano per stare bene e aiutare il pianeta Terra

Come mangiare sano per stare bene e aiutare il pianeta Terra

Alimentazione sana per uomo&pianeta. Urge una politica di incentivi consigli aiuti a non pesare sulla nostra unica terra. Dieta Amica del Pianeta. Piatti Sanitabili = sostenibili&sani . Pool di esperti al lavoro da anni con linee guida per tutti: giovani e anziani, europei e asiatici. E’ altissimo il divario (gap) fra consumatori consapevoli e un menefreghismo imperante e diffuso in certi continenti. E’ una questione di saggezza individuale e di cultura collettiva. Ma va sostenuta e sollecitata per non conoscenza

 

Da diversi anni diversi esperti e ricercatori stanno lavorando, studiando sul tema “giusta alimentazione sulla Terra”. Emerge già da alcuni anni – ma da poco sono state diffuse le regole certe – la possibilità di non perdere abitudini, tradizioni, tipicità e qualità certificata di alimenti e vini anche puntando al rispetto di tutte le risorse naturali e alla riduzione al minimo dello sfruttamento e della produzione di rifiuti.

E’ evidente che l’ ”obiettivo zero” va visto sul lungo periodo, come purtroppo pure la “ampiezza delle condivisioni”, ma un modello di vita e di nutrizione diversa può essere già molto utile. Non parlo di miracoli, di panacee… ma neanche di miti, di #fakenews. Innanzitutto bisogna avere dei punti base di partenza molto chiari, pochi ma determinanti e certe domande devono avere finalmente delle risposte certe. Per esempio è vero che la farina bianca è quasi un veleno? Che qualunque biologico va sempre bene? E’ vero che l’olio di palma è un veleno? Che cosa è l’olio di sansa? E’ vero che l’indice glicemico di ogni alimento-bevanda deve essere alla base e prioritariamente nella scelta di qualunque confezione, scatoletta, lattina?

E’ anche opportuno sapere – è una conferma – che prima di tutto – anche prima della scelta di ogni alimento – il sovrappeso e la obesità può essere il primo grave problema non solo salutistico per l’organismo ma anche per il “consumo” diretto e indiretto di tante risorse naturali e disponibili a tutti: spazio, aria, sprechi, costi… lo stesso dicasi per la pubblicità di diete salvifiche e salutari. Quindi non solo merendine industriali e alcolici e bibite gassate al centro della attenzione e delle line di comportamento consigliate dai ricercatori e studiosi: per gli alcolici l’unica bevanda che viene consentita in ogni caso è “un bicchiere di vino rosso al massimo al giorno”, non oltre leggermente variabile fra un organismo di 50 kg di peso e uno di 80 kg.

In ogni caso la viticoltura, come l’olivicoltura, alle latitudini italiane è considerata una coltivazione agraria ideale per una alimentazione a sostenibilità ambientale.   Non mi stancherò mai di ricordare che, in proporzione alla superficie fogliare e alla attività vegetativa, la pianta di vite è l’organismo vegetale che maggiormente assorbe CO2. Quindi è una piantagione sostenibile.  Quindi uno stile di vita sano non solo è un “coadiuvante” terapeutico per molte malattie degenerative moderne ed attuali, ma anche un tipo di coltivazione e un tipo di alimentazione può essere più o meno utile alla conservazione e non depauperamento del nostro pianeta Terra.

Anche il singolo individuo – attraverso proprie scelte alimentari – può dare un contributo salvifico e di tutela ambientale e generale, anche un po’ in sintonia con il cambiamento climatico. Quest’ultimo sta cambiando così repentinamente sicuramente per colpa dell’uomo: per esempio l’uso continuo e senza mutamenti dei carboni fossili da riscaldamento, oppure lo spreco di terreno a verde e forestale, l’enorme quantità di rifiuti non deperibili… possono essere fermati e pian piano regredire. Ci vuole volontà e impegno anche sulla singola tavola di tutti noi.

In primis (1) la quantità e la specie di acquisti, al supermercato o in campagna non cambia, deve essere regolare ma variabile: colazione del mattino con due bicchieri di acqua naturale ambiente con qualche goccia di limone, frutta cotta o fresca oppure una frittatina poco cotta, meglio una mela con 4-5 noci (basso consumo di acqua nelle produzioni, recupero di produzioni anche in surplus, raccolta a mano).

Non dimentichiamo (2) che andare a scuola o al lavoro a piedi a passo veloce, o in bicicletta (bisogna fare piste ciclabili sicure e dedicate e non ri-ciclate da strani spazi pericolosi), o in pullman (perché non sono già da anni tutti a metano o elettrici come all’inizio del secolo scorso o ibridi) e fare le scale del condominio sono toccasana “sanitabili”.

A pranzo (3) due bicchieri di acqua naturale non gasata temperatura ambiente prima di sedersi a tavola o mezzo frutto di pompelmo al cucchiaino, verdure lessata (poco tempo sul fuoco) come lenticchie e broccoli, oppure una insalata verde di radicchio verza e cavolo con un frutto tagliato (mela, pera, arancio), condimento limone e olio Evo insieme e semioleosi (lino, sesamo…) tritati. In alternanza massimo 70/80 gr di pasta meglio con farina 02 integrale e più abbondante verdura lessata. Niente latticini e carni rosse: una o due volte la settimana carni da cortile di origine certa e pesce non grasso (attenzione a gamberi e salmone) di allevamento per rispetto della fauna marina, circa 100-150 gr a piatto.

Il riso integrale (anche nero e rosso) è un grande alimento depurativo se abbinato per 3 giorni solo con pomodori rossi freschi. Ma con parsimonia perché riso e pomodori hanno bisogno di molta acqua. Meglio farro, orzo, grano saraceno e mais solo di montagna che non è irrigato. L’eliminazione del glutine a priori non è utile senza un motivo reale.

Sempre molta attenzione ai dolcificanti, antiossidanti, polifenoli, integratori vitaminici che hanno bisogno di colture e investimenti molto onerosi per il sistema pianeta.

Pomeriggio (4) con un break-frutto (non acido) o macedonia naturale o un succo di frutta, prima delle ore 17.

Alla sera (5) è meglio finire di cenare almeno 2 ore prima di coricarsi: a base di alimenti liquidi come zuppe di verdura, brodo di legumi con pochi crostini di pane riciclato, oppure un piatto di lenticchie. Anche una pasta ogni tanto (integrale, in bianco con un cucchiaino olio di sansa) o una pizza italiana (margherita bianca o rossa) può andare. Quindi massimo 2500 calorie al giorno niente zucchero, dolci e merende confezionate, verdure (patate, soia, peperone, pomodori secchi…) e pesci grassi (crostacei, salmone, tonno…).

Un calice di aperitivo Margarita  apporta da solo almeno 400 calorie, un bicchiere di vino bianco 100 calorie, un bicchierino di birra artigianale a bassa gradazione almeno 150 calorie. Cento grammi di Cocco sono 380 calorie; cento grammi di burro di arachidi, oggi così usato dagli chef, sono 600 calorie.

 

 

Giampietro Comolli

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Giampietro Comolli
Economista Agronomo Enologo Giornalista
Libero Docente Distretti Produttivi-Turistici

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Editorialista Newsfood.com
Economia, Food&Beverage, Gusturismo
Curatore Rubrica Discovering in libertà
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