“Dopo i dati negativi delle vendite al dettaglio di settembre è essenziale che le famiglie riacquistino fiducia, occorre rilanciare i consumi degli italiani che, stretti nella morsa
degli aumenti del prezzo del petrolio ormai prossimo ai 100 dollari e delle tensioni sulle quotazioni internazionali del grano, spendono di meno e sono sfiduciati sulle prospettive”.

Dopo i positivi dati di agosto a settembre scontiamo un preoccupante calo del piccolo commercio alimentare che segna una flessione dell’1,7% secondo i dati Istat.
Ormai il dilagare della grande distribuzione che controlla oltre il 70% del settore alimentare e governa di fatto il meccanismo della formazione dei prezzi finisce per moltiplicare gli effetti
negativi della congiuntura economica che erodono il potere di acquisto delle famiglie e si ripercuotono sulle piccole imprese del commercio. Dobbiamo invece evitare la morìa dei piccoli
negozi che svolgono un ruolo fondamentale per garantire la vivibilità dei centri urbani ed assicurano servizi ancora essenziali per abitanti e turisti.

Serve una svolta che determini un alleggerimento dei costi sopportati da famiglie ed imprese e divenga anche un segnale di forte impatto psicologico per ricreare un clima più fiducioso.
Chiediamo allora che il Governo tagli rapidamente le accise sui prezzi petroliferi. Ma Governo ed enti locali debbono anche intervenire per ridurre il peso ormai insopportabile delle tasse
locali che gravano sulle pmi per evitare che avanzi una desertificazione delle aree urbane”.