Roma, 11 maggio 2007

Il Consiglio dei ministri di oggi ha approvato il regolamento di organizzazione del Ministero del commercio internazionale in attuazione del decreto legge n. 181/06 (“spacchettamento”) e nel
rispetto delle norme dettate dall’ultima legge finanziaria dirette al contenimento della spesa. Il regolamento ora sarà sottoposto per il parere al Consiglio di Stato e delle
Commissioni parlamentari prima di essere approvato definitivamente dal Consiglio dei ministri e firmato dal Presidente della Repubblica. La nuova organizzazione del Ministero guidato da Emma
Bonino prevede 4 direzioni generali, finalizzate al sostegno al sistema produttivo nazionale nella sua proiezione sui mercati globali e per l’internazionalizzazione delle imprese.

In particolare ciascuna direzione è specializzata in specifici campi di intervento:

1. politica commerciale è preposta alle attività relative alla disciplina del commercio internazionale, nell’ottica di migliorare la competitività del sistema
economico italiano nonché l’accesso di merci, servizi ed investimenti italiani nei mercati esteri.

2. politiche di internazionalizzazione è volta a formulare gli indirizzi strategici delle politiche di internazionalizzazione, all’incentivazione finanziaria della
internazionalizzazione delle imprese;

3. promozione degli scambi sarà impegnata nelle attività di promozione e di internazionalizzazione del sistema economico nazionale e del “made in Italy”.

4. per gli affari generali e per le risorse umane per garantire un più efficiente ed ottimale funzionamento della struttura amministrativa.

E’ questo un passaggio di particolare importanza tenuto conto del ruolo centrale rivestito dal Ministero del Commercio Internazionale nel processo di internazionalizzazione delle imprese,
ruolo di recente ancora una volta riaffermato in occasione della riunione di ieri 10 maggio del Tavolo per l’internazionalizzazione, svoltosi sotto l’egida della Presidenza del
Consiglio, in presenza delle altre Amministrazioni interessate, degli enti e delle associazioni di categoria, nonché delle parti sociali.

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