Commercio estero: Istat, ad agosto export extra Ue 13,7%

Roma, 27 Settembre 2007 – Migliorano a settembre i conti del commercio estero con i paesi extra UE, secondo quanto rivela l’Istat il saldo e’ negativo per 961 milioni di euro, ma in
deciso calo rispetto agli oltre 2 miliardi di euro dello stesso mese dell’anno scorso.

Il miglioramento e’ stato determinato dalla forte crescita dell’export con un tasso del 13,7% mentre le importazioni sono aumentate solo dell’1,9%.

L’Istat rende noto che nei primi 8 mesi dell’anno le esportazioni verso i paesi extra UE sono aumentate del 12,7% mentre le importazioni presentano una crescita del 5,8% con un saldo negativo
di 11,06 miliardi di euro a fronte di un disavanzo di 15,93 miliardi nello stesso periodo dell’anno scorso. ‘Nel mese di agosto – afferma l’Istat – si confermano le tendenze espansive di
entrambi i flussi commerciali, con una crescita tendenziale delle esportazioni superiore a quella delle importazioni che dura da sette mesi’.
Sempre in agosto variazioni tendenziali positive dell’export in ogni paese ed area geografica, ad eccezione del Giappone e degli altri paesi europei (entrambi -12,2%). I maggiori aumenti si
registrano con i paesi Opec ( 37,8%), per altri paesi ( 26,1%), Mercosur 25,7%, Russia 20,4% e Cina 16,5%. Sul fronte delle importazioni continua il forte aumento dei flussi dalla Cina con
un 32,2% ad agosto, 22,8% dagli USA e 14,1% dalla Russia.

Per quanto riguarda i settori di attività, ad agosto andamenti in crescita in tutti i comparti ad eccezione di prodotti petroliferi raffinati (-17,8%), cuoio e prodotti in cuoio (-1,3%),
prodotti chimici (-0,4%).
I maggiori incrementi riguardano invece ‘gli altri prodotti dell’industria manifatturiera (compresi i mobili)’ con un balzo del 57,1%, macchine e apparecchi meccanici ( 23,2%), prodotti
agricoltura e pesca ( 20,9%), metalli e prodotti in metallo ( 19,3%).
In crescita anche le importazioni ad eccezione di minerali energetici (-9,3%) e energia elettrica, gas e acqua con un -0,3%. I piu’ elevati hanno riguardato i mobili ( 55,7%).

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