A dicembre l’indice del valore delle vendite del commercio fisso al dettaglio ha registrato a dicembre una variazione negativa dello 0,6% rispetto allo stesso mese dell’anno precedente,
è quanto rende noto l’Istat, precisando che la diminuzione tendenziale è la sintesi di un aumento che ha riguardato le vendite dei prodotti alimentari del 0,2% e di una flessione
dei prodotti non alimentari del -1,1%.

Il dato congiunturale mostra invece per dicembre un aumento dello 0,1% del totale delle vendite rispetto a novembre. Le vendite di prodotti alimentari sono aumentate, in termini congiunturali,
dello 0,1% mentre sono rimaste stabili le vendite dei prodotti non alimentari.
La variazione tendenziale negativa dello 0,6%, precisa l’Istat, e’ inoltre il risultato di un aumento dello 0,4% nella grande distribuzione e di un calo dell’1,2% delle imprese che operano su
piccole superfici.

A dicembre 2007 la dinamica e’ risultata più favorevole nella grande distribuzione rispetto alle imprese che lavorano su piccole superfici sia per i prodotti alimentari ( 0,5% rispetto a
-1,3%) sia per i prodotti non alimentari (-0,2% rispetto a -1,2%). Nella grande distribuzione il dato tendenziale di dicembre mostra variazioni positive più elevate alla voce ‘altri
specializzati’ e supermercati (rispettivamente 0,8% e 0,7%). I grandi magazzini e gli ipermercati hanno subito invece una flessione (-0,5 e -0,2%).

Un calo dell’1,7% ha infine riguardato le piccole imprese e uno dello 0,9% le medie imprese; lè grandi imprese hanno registrato invece un aumento del valore delle vendite dello 0,2%
sempre a livello tendenziale. I prodotti non alimentari hanno fatto registrare cali in tutti i gruppi con flessioni più marcate nelle dotazioni per l’informatica,telecomunicazioni,
telefonia e supporti magnetici e strumenti musicali (-2,4% e -2,1%). A livello geografico il valore delle vendite ha mostrato un aumento nel nord-ovest ( 0,1%) e negativa nelle altre
ripartizioni, soprattutto nel sud e isole (-1,1%).

«Diciamo basta – si legge in una nota di Confesercenti – al comportamento oligopolistico della Gdo che detiene oltre il 70% del settore alimentare e controlla il meccanismo di formazione
dei prezzi». «Il piccolo commercio al dettaglio, come dimostrano i dati, risente della concentrazione praticata dalla grande distribuzione che non permette di operare in un regime
di libera concorrenza. Occorre invece sostenere le piccole imprese che offrono maggiori garanzie sui prezzi e sulla qualità dei prodotti, soprattutto nel settore del fresco».