Comolli: la mia Piacenza e il turismo del 3° millennio- Intervista

Comolli: la mia Piacenza e il turismo del 3° millennio- Intervista

PIACENZA, primogenita sul turismo del 3° millennio.

Innovazione con la nuova legge regionale del 2016. Intervista a Comolli, esperto distretti produttivi e docente di economia del turismo, piacentino.

Il turismo è sempre più al centro dell’economia locale e nazionale. Negli ultimi tre anni diverse Regioni hanno aggiornato gli strumenti legislativi per andare incontro ai grandi cambiamenti in atto soprattutto nello scenario mondiale e internazionale, ma nella operatività nazionale con mete tradizionali, altre innovative, nuovi strumenti e diversità di comportamento e bisogni ( target) della domanda. Non si parla più di turismo nazionale, ma di turismi sia regionali, ma soprattutto di fruitori e utenti di turismo che diventano sempre più visitatori, viaggiatori, curiosi, ricercatori, esperimentatori.

Piacenza fiume Po

Piacenza fiume Po

Così abbiamo sintetizzato gli interventi e le relazioni che Giampietro Comolli ha tenuto in questi anni in diversi consessi, anche universitari come il master alla Bocconi–Met diretto dalla professoressa Magda Antonioli Corigliano e il master Iusve su Food&Wine&Web coordinato dalla professoressa Maria Pia Favaretto.

Comolli Giampietro Comolli dal 2004, da quando è stato incaricato di dirigere, gestire e innovare il territorio collinare della provincia di Treviso (ndr: da Asolo a Valdobbiadene e a Conegliano patria del Prosecco Superiore docg), si interessa di sistemi, distretti turistici. Sua la proposta di una Altamarca® Colline del Veneto come DMC destinazione turistica con al centro il vino spumante italiano e di una Colli Pedemontani® come DMO dedicata all’enogastronomia, cultura, arte, storia che comprende l’Amarone, il Soave, il Prosecco, ma anche le ville venete e palladiane, città d’arte, opere artistiche del Tiziano e Cima da Conegliano, borghi storici del Grappa e del Piave.
Un patrimonio enorme, tutto di eccellenze, ma impossibile da promuovere singolarmente, quindi è diventato un obbligo fare scelte dure, drastiche, sintetiche, forti.
In questo Comolli è riuscito in 10 anni a trovare la quadra e a fare squadra e portare il territorio docg del Prosecco nel mondo aggregando tutti sotto un unico brand fatto da un colle, una luna, un grappolo d’uva ( marchio di Altamarca).

L’intervista:

Giampietro Comolli, Piacenza è la sua città d’origine, ci tiene molto a realizzare un grande progetto che coinvolga il territorio e le sue eccellenze?

COMOLLI: “Piacenza è una piccola città di provincia, ma strategica, logisticamente nevralgica, con unicità turistiche, un patrimonio enorme sconosciuto. Durante Expo Milano è stata una delle città più citate, più viste, più frequentate anche grazie a un padiglione fisso a Expo per 6 mesi con grandi incontri. Inoltre Piacenza nel 2015 ha accolto diversi expoturisti nazionali e stranieri che hanno acquistato i pacchetti turistici del progetto Unpoxexpo2015® per il 76% sul web. Eppure Piacenza è in calo di arrivi e presenze, è molto frequentata occasionalmente, giornalmente, ma non c’è pernotto. La sola cittadina di Bobbio ha avuto 150.000 presenze nel 2015. Tutta la provincia di Piacenza può diventare meta interessante per il nuovo tipo di turismo che avanza”.

Interessanti gli interventi a Piacenza, in Sant’Ilario bellissima chiesetta antica sconsacrata e dedicata a meeting, di Katia Tarasconi consigliere regionale che ha illustrato la nuova legge regionale nr 4/2016, di Stefano Perrucci consigliere provinciale con delega turismo, di Tiziana Albasi assessore turismo e cultura del comune, ma anche dei Sindaci a capo delle Unioni dell’alta Valtrebbia (Albasi), alta Val Nure (Bosca) e della Bassa del fiume Po (Sfriso) e del presidente dell’associazione dei castelli del Ducato. Quale fil rouge ha legato questi interventi?

COMOLLI: ”La necessità che Piacenza faccia rete di imprese private operatrici nella filiera turistica e integrazione con strutture di cultura e produzione alimentare e facciano sistema tutti gli enti pubblici locali. Infatti la legge regionale nuova prevede che la Destinazione Turistica di area vasta (DT) sia composta dagli enti pubblici coinvolti che valutano i progetti turistici di promo-commercializzazione locale PTPL al fine di ottenere il riconoscimento e supporti finanziario della Regione. Gli operatori privati sono deputati a fare proposte sinergiche, ovvero  proloco, associazioni alberghiere e extralberghiere, consorzi di imprese, società d’area, associazioni volontariato, strade e vie di promozione prodotti in accordo sempre con Comuni, Gal, Unioni pubbliche”.

Una scala di soggetti che può creare problemi organizzativi, eccesso di burocrazia?

COMOLLI: “ Mi auguro veramente di no. Certamente la legge quadro necessita di regolamenti e circolari che entrino nel dettaglio, ma questo può incrementare l’iter procedurale e allungare l’obiettivo. Lo stesso statuto della DT dovrebbe spiegare certi passaggi e semplificare, non complicare. Un aspetto per semplificare è sicuramente fare sistema, trovare un referente, ridurre mete e prodotti turistici, formulando proposte di offerta molto mirate nei luoghi locali, individuare target specifici per ogni DT, sviluppare progetti trasversali, fare differenza fra mercato nazionale e internazionale, privilegiare la domanda rispetto l’offerta”.

Risulta molto complesso il percorso decisionale?

COMOLLI: “Se da un punto di vista di garanzia delle efficienza dell’investimento pubblico sono necessari indirizzi, regole e controlli, è altrettanto vero che il turismo, ovvero i turismi, devono essere dinamici, adattabili, ricchi, liberi e velocemente accessibili, facilmente individuabili, assolutamente completi e veritieri nei servizi garantiti. Il futuro del turismo emiliano romagnolo si giocherà tutto sul rapporto fra controllo pubblico e efficiente operatività mista pubblico-privata e sulla obbligata diversa pratica e operatività fra la riviera marittima romagnola e una Emilia con altre peculiarità e obiettivi turistici”.

Piacenza si sta muovendo in anticipo rispetto ad altre realtà, diversi i contatti, veniamo ai dettagli ?

COMOLLI:” Da mesi Piacenza ha aperto discussioni in diversi contesti pubblici e politici, c’è fermento, voglia di fare ma anche di non fare errori del passato e recenti. Si vuole puntare sulla professionalità e non occasionalità. C’è bisogno di creare un consorzio o società d’area, misto pubblico e privato, di direzione provinciale: fortemente sostenuto e partecipato da tutti per creare sistema fra enti e squadra di imprese, ridurre costi fissi, eliminare doppioni, confermare competenze soggettive, indicare target della domanda voluta, differire la offerta nazionale da quella internazionale e trasversale (ndr: previste dalla LR), raccogliere proposte, essere di supporto a progetti concreti, creare un unico cartellone e un unico brand, mettere in comunione e organizzare i finanziamenti dei singoli membri che operano con leggi nazionali e europee differenti,  segnalare con forza i progetti alla Destinazione Turistica Regionale che deve essere la più ampia area possibile. Da sempre credo nel brand Emilia, fin dai tempi della prima IGT del vino frizzante regionale! Ricordo che la domanda di turismi non guarda ai confini regionali e comunali, per fortuna”.

Ma concretamente, per essere diretti e innovativi, Piacenza che chances ha e che strategia deve mettere in pratica?

COMOLLI: ”Piacenza ha molte chances se fa squadra attorno a un brand unico, un prodotto leader, un sistema esclusivo. Si deve specializzare nella comunicazione e nel messaggio globale forte perché è un territorio più di arrivi che di presenze, molti nazionali e attratti da percorsi naturali, pochi internazionali da incrementare con un unico portale forte. 10 app turistiche separate con 10 nomi diversi non servono, restano ai margini, sono un costo per le imprese. Piacenza deve puntare a pacchetti-itinerari, albergo diffuso, servizi alla persona, offerta dinamica trasversale, domanda nazionale di transito legati sempre fra via Emilia, via Po e Appennino, all’interno delle quali l’enogastronomia certificata e millenaria e la cultura storica del paesaggio sono richieste che oggi arrivano da tutto il mondo”.

 

Giuseppe Danielli
Direttore Newsfood.com

Leggi Anche
Scrivi un commento