Lombardia, 21 Novembre 2007 – La Lombardia è pronta a sottoscrivere un contratto di servizio con la Rai, introducendo così una dimensione del tutto nuova rispetto al
tradizionale, esclusivo rapporto Stato/Rai, e analoghi contratti di servizio potranno essere stipulati anche con le emittenti private. Sono alcune delle novità introdotte dal progetto di
legge «Disciplina del sistema regionale delle comunicazioni«, approvato dalla Giunta lombarda su proposta del presidente Roberto Formigoni, che ne ha illustrato oggi il senso in una
conferenza stampa..

Formigoni ha sottolineato ch «si tratta di un’iniziativa legislativa molto avanzata e innovativa«, che realizza una visione di sistema, prende cioè in considerazione l’intero
settore delle telecomunicazioni, dell’ICT e della radiotelevisione, in tutta la sua complessità e tenendo conto delle trasformazioni tecnologiche e di mercato lo che stanno interessando
e sempre più unificando. Evita perciò ogni approccio parziale, statico e quindi inadeguato.

In secondo luogo il progetto di legge – ha spiegato ancora Formigoni -interviene in una materia, la comunicazione, cosiddetta «concorrente« sviluppando tutte le competenze
regionali, aprendo quindi il ruolo regionale a possibilità operative a tutto campo per la promozione del sistema delle comunicazioni, compresa la sua dimensione pubblica, cioè di
servizio ai cittadini: valorizzazione delle imprese editoriali, innovazione tecnologica, riduzione del divario digitale, promozione dell’e-government, sviluppo di reti e servizi a banda
larga«.

Con questo atto vengono poste le condizioni normative necessarie per la stipula di un contratto di servizio Regione-Rai (e di contratti Regione-emittenti private), «in una prospettiva –
ha chiarito il presidente – di federalismo, di efficienza e di apertura di spazi di flessibilità dei palinsesti con una nuova attenzione ai territori locali e una più forte
tendenza a porre i temi cosiddetti regionali alla ribalta della comunicazione nazionale«.
In particolare, i principali obiettivi sono:
– la valorizzazione della dimensione regionale nelle trasmissioni e nel complesso dell’offerta editoriale attraverso le piattaforme distributive quali il digitale terrestre, il satellite,
internet, telefonia mobile
– la valorizzazione della dimensione regionale anche all’interno dei palinsesti dei programmi nazionali di servizio pubblico
– la realizzazione di specifici programmi dedicati alla realtà regionale, in particolare all’informazione circa i servizi e le opportunità per cittadini e imprese, con attenzione
specifica al sistema del welfare e alle categorie più deboli
– la possibilità di coproduzioni in occasione di eventi economici, culturali, sociali e sportivi rilevanti
– la diffusione gratuita di messaggi di utilità sociale
– la garanzia della copertura e dell’effettiva ricezione del segnale Rai sull’intero territorio
– l’ampliamento dell’offerta di servizi interattivi per i cittadini e le imprese (T-government)

Da questo punto di vista il progetto di legge prevede già l’istituzione di un Tavolo congiunto tra Regione, Corecom (Comitato regionale delle comunicazioni) e Rai per procedere alla
concreta attuazione del contratto di servizio, individuando gli spazi e gli strumenti operativi.

Riflettori puntati anche sul canone Rai. «Il Tavolo – ha spiegato Formigoni – sarà anche la sede per parametrare il canone, cioè un costo sostenuto dai cittadini lombardi,
con il livello quantitativo e qualitativo della programmazione di servizio pubblico regionale«. Tutto ciò previa intesa con l’autorità competente.

Il progetto di legge prevede poi le linee per avviare nuovi rapporti con le emittenti private, in considerazione della loro vasta e capillare presenza in Lombardia, della loro capacità
di dar voce alle realtà locali e di esprimere concretamente il pluralismo informativo. Anche con queste emittenti la Regione potrà stipulare contratti di servizio.
Potrà anche promuovere bandi, rivolti agli operatori del sistema delle comunicazioni, per progetti che coinvolgano più soggetti pubblici e privati espressione dei territori,
consentano una copertura equilibrata del territorio regionale, prevedano il coinvolgimento di più mezzi di comunicazione e la distribuzione multipiattaforma dei prodotti, e concorrano
all’attuazione delle politiche definite negli atti di programmazione regionale.

Un articolo del progetto di legge è espressamente dedicato al superamento del digital-divide. Anzi, esplicitamente al cittadino viene riconosciuto un vero e proprio diritto a non essere
discriminato dal divario digitale. Da questo principio discende la possibilità di interventi e azioni per la diffusione della banda larga e per lo sviluppo dell’e-government, insieme ad
azioni che supportino le persone più in difficoltà (per esempio i diversamente abili) nell’accesso alle informazioni di pubblica utilità.