Con Greta Thunberg a Piazza del Popolo, una generazione che vuole vivere il suo futuro

Con Greta Thunberg a Piazza del Popolo, una generazione che vuole vivere il suo futuro

Con Greta Thunberg a Piazza del Popolo, i rappresentanti di una generazione che vuole vivere il suo futuro

di Maurizio Ceccaioni
Newsfood.com

È uno strano mondo il nostro, dove si lamentano poche nascite, ma si fa poco o nulla per mantenere vivibile quel pianeta in cui dovrebbero crescere i ragazzi del domani.
Se i Paesi a “industrializzazione spinta” come quelli asiatici ne sono tra i maggiori responsabili, anche nell’Unione europea a 28 ci sono nazioni come la Polonia, che a dicembre 2018 ha ospitato Katowice la ‘Cop 24’, la conferenza Onu sul clima, a cui hanno partecipato quasi 200 Paesi firmatari dell’Accordo di Parigi del 2015.

Ebbene, nonostante sia la nazione più inquinata, con 33 città su 50 tra quelle monitorate, ha dichiarato che non ridurrà l’enorme uso di carbon fossile di cui sono ricche le sue miniere.
Ormai è accertato: questo è un mondo di “potenti”, sordi al problema. E allora, come vedere Greta Thunberg, quella portavoce della generazione 4.0, che con manifestazioni puntuali ogni venerdì davanti al parlamento svedese, dal 20 agosto 2018 ha richiamato l’attenzione dei mass media sugli effetti dei cambiamenti climatici?

Greta durante il convegno al Senato della Repubblica

Un’adolescente dallo stile di vita vegano, che veste semplicemente e, con la stessa semplicità, mette i potenti del mondo davanti alle loro responsabilità, gridando: «Fermiamo la morte del Pianeta».
Per molti è uno strumento di propaganda abilmente manipolato. Per i più, è un’eroina dell’ambiente. 
Una sorta di “Gesù nel Tempio di Gerusalemme” (mi si perdoni il paragone forte), che bacchetta i comportamenti sbagliati di una generazione – la nostra – che sta distruggendo il Pianeta.

Com’è accaduto giovedì nel Senato della Repubblica quando – accolta dalla presidente Maria Elisabetta Alberti Casellati – ha incontrato nella Sala Koch gli studenti romani in un convegno.
In questi giorni Greta Thunberg si trova in Italia per una serie di incontri, tra cui quello con Papa Francesco. «Però – dice – tanta gente importante si congratula con me, ma non so per cosa si congratuli, perché anche se milioni di studenti hanno scioperato per il clima, non è cambiato niente».

 

Striscione sulla sede Wwf Roma

Vicinanza alla lotta di questi giovani è stata espressa anche dalla presidente del Wwf Italia, la giornalista Donatella Bianchi, che intervenendo al seminario con Greta Thumberg, ha affermato che «Il Wwf si aspetta che il governo assuma immediatamente i provvedimenti necessari a rendere concreto e spedito il processo di decarbonizzazione dell’Italia e che chi ricopre ruoli determinanti nel mondo dell’industria, economia, informazione e cultura, abbia recepito il messaggio di Greta e compreso che per contrastare i cambiamenti climatici in atto non si possono più fare piccoli e irrilevanti passi, ma che servono azioni immediate, profonde e radicali».

«Greta è il simbolo di una mobilitazione giovanile che sta crescendo sempre più – ha continuato Donatella Bianchi – e il futuro reclamato da Greta e dai tantissimi giovani che domani parteciperanno alla manifestazione in piazza del Popolo a Roma, è nelle mani di chi governa e delle scelte che ognuno fa nel quotidiano».

Bisogna correre subito ai ripari

L’avanzare della desertificazione anche nel nostro Continente, la secca sempre più frequente dei fiumi, le precipitazioni nevose sempre più rare al Nord e gli improvvisi diluvi che lavano il terreno senza scendere in profondità, sono conseguenze di questi cambiamenti climatici che stanno mettendo a dura prova sia l’agricoltura che la produzione d’energia idroelettrica. Ma anche gli sversamenti di plastiche in mare, i incendi boschivi e roghi tossici di materiali pericolosi. Causati da gente senza scrupoli che andrebbe colpita duramente con leggi molto, ma molto più severe.

 

Lago in secca

Fa sempre più caldo e – come riportato nel ‘Global Climate Report – May 2018’, dell’Agenzia federale Usa Noaa (National Oceanic and Atmospheric Administration) – quello di maggio 2018 è stato il mese con la temperatura media più alta da quando, nel 1880, si è cominciato a tenere sotto controllo il Pianeta.
Una situazione drastica confermata dal report 2018 di Global_Carbon_Project, dai cui grafici si vede subito che dal 1990 al 2018 le emissioni di CO2 da prodotti fossili, sono aumentate di circa il 66%.
Sono in gran parte provenienti da Cina (27%), Usa (15%), Ue a 28 (10%), India (7%). Ma mentre gli altri scendono seppure di poco, negli ultimi anni Cina e India hanno aumentato enormemente l’uso del carbone, con un aumento esponenziale della CO2, specie nel periodo 2000-2018.

Un problema serio volutamente male affrontato?

Nonostante i dati degli studi facciano ricadere l’aumento della temperatura terrestre principalmente sulle attività umane, il presidente Usa Donald Trump taccia come bufale queste notizie, affermando che «gli scienziati hanno dei fini politici».

 

Grafico andamento CO2 periodo 1990-2018

Dall’inizio del suo sciopero scolastico per il clima (Skolstrejk för klimatet), Greta Eleonora Thunberg Ernman ha fatto centinaia di migliaia di “proseliti” in tutto il mondo. Principalmente ragazzi nati dopo il 1995, quelli che vorrebbero vivere in un ambiente “non a scadenza”.

Come il Figaro, de ‘Il Barbiere di Siviglia’, che cantava «Tutto mi chiedono, tutti mi vogliono, Tutti mi chiedono, tutti mi vogliono», Greta è diventata un personaggio pubblico conteso e coccolato, anche se per molti denigratori è solo un “brand” con cui qualcuno fa business. Ma non è quel barbiere tuttofare, raccontato nell’opera buffa di Gioachino Rossini, anche se tutti la cercano per la sua presenza in tv o per intervistarla.

Greta alla manifestazione #fridaysforfuture, a Piazza del Popolo

Venerdì 19 la 16enne svedese ha fatto l’intervento di chiusura dal palco di Piazza del Popolo, durante la manifestazione organizzata dai giovani aderenti al movimento #fridaysforfuture, che ha visto la partecipazione di migliaia di adolescenti e non, tra cui il presidente e coordinatore della Federazione nazionale dei Verdi Angelo Bonelli, con in mano il cartello: «Meglio essere Gretini che cretini». 
Un movimento formatosi sulla scia delle parole d’ordine lanciate da Greta, nato in Italia il 1° febbraio scorso con una manifestazione davanti alla Camera dei deputati, con i cartelli/hashtag #fridaysforfuture e #climatestrike.

Come sempre la voce di Greta è pacata, ma le parole sono taglienti e decise. Un ennesimo atto d’accusa sull’ipocrisia del potere, di «Gente che decide della nostra vita. Sappiamo cosa fare: non c’è più tempo e non ci sono più scuse per non fermare il cambiamento climatico, – ha detto – tagliando drasticamente le emissioni di C02. Ma si continua a non fare nulla, perché la nostra economia è ancora oggi troppo dipendente dai combustibili fossili».

 

Manifestazione Roma Piazza del Popolo (Sky Tg 24- La Presse)

Amata dalla cosiddetta ‘Generazione Z’ (o Centennials Post-Millennials), questa ragazzina senza tanti fronzoli per la testa, va decisa per la sua strada come un rompighiaccio del mare Baltico. Dice cose semplici, talvolta anche banali, ma concrete. Lancia Idee e propone azioni. Quelle che avremmo dovuto portare avanti già da tempo noi cosiddetti “adulti”. Giovani degli anni 60 ormai adagiati su falsi stili di vita, che hanno visto il tutto dalla finestra, senza quasi muovere un dito.

Foto copertina:
La Terra nel padiglione dello spazio del Museo della Scienza a Londra

 

Maurizio Ceccaioni
Corrispondente da Roma
Newsfood.com

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