Firenze, 12 Luglio 2007 – ‘La legge regionale per il sostegno alla ricerca, all’università e all’alta formazione vedrà la luce entro la fine dell’anno. La Regione vede
nella legge uno strumento per sostenere la crescita civile e culturale della Toscana e permettere al sistema universitario e della ricerca di essere a pieno titolo una leva per lo sviluppo’. Lo
ha detto l’assessore all’istruzione formazione lavoro e ricerca Gianfranco Simoncini nel corso dell’incontro, promosso dall’Università per stranieri di Siena, in occasione
dell’inaugurazione dei corsi di lingua e cultura italiana.

La consapevolezza della centralità delle politiche per la formazione e la ricerca e dell’investimento in capitale umano per rilanciare lo sviluppo e innalzare i livelli di
competitività della Toscana, costituisce la premessa dell’iniziativa della Regione. Senza sostituirsi alle competenze statali e all’autonomia delle istituzioni universitarie, si punta
così a favorire la crescita di un sistema universitario toscano e a dare un forte contributo alla ricerca, in particolare a quella più direttamente finalizzata all’innovazione e
al trasferimento tecnologico.

L’assessore ha ricordato che il confronto su una prima bozza informale della legge si è aperto proprio in questi giorni, coinvolgendo le Università toscane, le Scuole superiori di
alta formazione, il Consiglio nazionale delle ricerche e le parti sociali. ‘Gli strumenti per raggiungere gli obiettivi della crescita del sistema universitario toscano e il sostegno delle
attività di ricerca – ha detto – sono individuati chiaramente dalla legge e si propongono di favorire la creazione di un sistema universitario che sia veramente tale, capace di lavorare
in rete e valorizzare al meglio le proprie risorse. Fra le finalità anche quella di creare un collegamento fra ricerca e sistema produttivo e, da parte della Regione, coordinare al
meglio gli interventi. La Toscana ha finanziato, nel 2006, la ricerca e l’innovazione per una cifra pari a 45 milioni di euro. E’ un intervento significativo, ma il cui carattere di
organicità deve essere rafforzato. La Regione intende poi dotarsi di strumenti che permettano una più attenta valutazione delle risorse messe in campo, in relazione ai progetti
finanziati e ai risultati attesi’.

Queste le priorità, che si articolano, nel testo cui la Regione sta lavorando, attorno a quattro parole chiave: supporto, governance, trasparenza, valutazione. Il supporto si riferisce
all’intervento finanziario cui si accompagna la definizione di nuovi meccanismi di decisione, basati sulla partecipazione di tutti i soggetti interessati (la governance, appunto) e sull’attenta
valutazione della qualità dei progetti, che saranno selezionati e con procedure snelle e trasparenti. La legge renderà stabile anche il tavolo di concertazione
Regione-Università, che potrà allargarsi ulteriormente ad altri soggetti. In questa sede sarà affrontato il tema del decentramento universitario in Toscana. ‘Rtiteniamo che
questo tema debba essere affrontato – ha affermato l’assessore – non in base alle disponibilità degli enti locali ma in base alle effettive esigenze dei territori in relazione alle loro
specificità’.

Così come è già stato sancito dal nuovo Piano generale integrato per istruzione, formazione e lavoro, la nuova legge supera, per master e stage formativi, il meccanismo dei
bandi, che saranno invece previsti per i progetti di ricerca, con risorse che saranno maggiormente finalizzate su progetti inseriti, da parte delle università e delle scuole che li
presentano, in un disegno organico globale. ‘I progetti presentati dall’Università per stranieri di Siena – ha detto Simoncini – si inseriscono bene in quest’ottica perché
riflettono le finalità generali dell’Ateneo e anche della Toscana in generale, con attività di ricerca, dottorati, stage, tirocinii aderenti alle esigenze di inserimento degli
studenti nel mondo del lavoro’.

L’assessore ha quindi illustrato, in sintesi, l’architettura della nuova legge, i cui grandi obiettivi saranno definiti dal piano di indirizzo approvato dal consiglio regionale che, a sua
volta, trova attuazione nel programma della ricerca. Alla definizione del piano e del programma concorrono la Conferenza regionale per la ricerca e l’innovazione composta dai rettori delle
università toscane e tutti i principali soggetti del sistema. A una Commissione scientifica composta da 5 studiosi di fama internazionale sarà affidato il compito di consulenza
per le procedure di valutazione dei progetti.

Per il sostegno finanziario è prevista la costituzione di un Fondo unico per la ricerca in cui confluiscono tutte le risorse presenti nel bilancio regionale.

Barbara Cremoncini

www.regione.toscana.it