Una giuria internazionale a valutare i migliori 300 extravergini biologici di tutto il mondo, ma anche  convegni, premiazioni, degustazioni e visite aziendali lungo quella culla
dell’olivicoltura che è il Mediterraneo. Si è così chiuso il BiolTour, cuore del XII Premio Biol, l’evento internazionale che sta ponendo a confronto i migliori
oli biologici al mondo in una kermesse accompagnata da eventi promozionali, gastronomici culturali e di studio. La nuova formula della manifestazione nata tra Bari e Andria – targata Camera di
Commercio di Bari con organizzazione tecnica del CiBi – ha previsto infatti un viaggio per il Mediterraneo a bordo della nave Costa Victoria, che partendo da Roma in una settimana ha fatto
tappa in Sicilia, Grecia e Turchia, con iniziative di promozione, seminari e cerimonie territoriali. Il tutto alternato in navigazione a un programma di bordo incentrato sulle sedute tecniche
di assaggio della giuria, costituita da esperti delle diverse regioni olivicole del mondo, arricchito e da meeting, degustazioni guidate ed eventi.
Portare la nostra kermesse anche fuori dalla Puglia – tira le somme il coordinatore Nino Paparella – si è rivelato il miglior modo per valorizzare l’esperienza
Biol. Dopo le precedenti trasferte organizzative e promozionali come quelle in Albania, Spagna, Australia, o nella stessa Atene, l’accoglienza e l’attenzione ricevuta in questi
giorni da istituzioni e associazioni di imprenditori turchi, greci e siciliani sono andate oltre le migliori aspettative, confermandoci la fama internazionale già raggiunta dal Biol. Non
a caso una prossima tappa sarà la presenza a San Paolo in occasione del Biofach – America Latina. Il Biol ringrazia dunque tutti i partner – a cominciare da Camera di Commercio di Bari,
Ministero dell’Agricoltura e Regione Puglia – che hanno avuto la lungimiranza strategica di capire come l’Italia e in particolare la Puglia, attraverso un progetto come il Biol e a
prescindere dalla provenienza dei vincitori del concorso annuale, possano assurgere a centro di competenza internazionale sull’olivicoltura, finalizzato a valorizzare il prodotto e il
mercato olivicolo di qualità. Mercato i cui spazi, come confermato anche dalle testimonianze raccolte nel BiolTour, continuano a crescere da occidente a oriente
”.

I lavori della giuria
Gli oli finalisti sono stati tutti valutati dalla giuria internazionale; appena rientrati in Italia scatteranno le controanalisi, indispensabili prima
di comunicare i nomi dei vincitori, che si conosceranno il 12 maggio con la proclamazione e premiazione in Camera di Commercio a Bari (ore 11). Quest’anno vi sono stati circa 300
extravergini – record di partecipazioni – ammessi alla fase finale, provenienti da ben 21 paesi (altro record): Albania, Arabia Saudita, Argentina, Australia, Croazia, Cile, Egitto, Germania,
Giordania, Grecia, Israele, Italia, Libano, Nuova Zelanda, Perù, Palestina, Portogallo, Spagna, Turchia, Usa. Qualche aspetto da segnalare tra le partecipazioni: per quanto riguarda
l’estero, per la prima volta assieme oli da Israele (già presente nelle passate edizioni) e Palestina (al debutto): segnale di quel processo di pace cui anche il Biol vuol offrire
il proprio contributo. Inoltre, tra le regioni olivicole internazionali si può dire sia mancata  solo la Cina. Sul versante italiano, è il primo anno in cui tutte le regioni
olivicole sono state rappresentate. Da ricordare in particolare la partecipazione dell’olio Dop e bio Alce Nero Mielizia, su cui è incentrato un progetto sociale in partnership
anche con Libera di Don Ciotti.

Un tour di convegni, premiazioni e visite aziendali
La fase del BiolTour ha previsto vari scali. In Turchia si è svolto un incontro sulla kermesse italiana e
l’olivicoltura bio. Dopo il saluto del segretario generale dell’AEA – Associazione Esportatori dell’Egeo, Sezmen Alper e il responsabile dell’ ETO – Associazione
Agricoltura Biologica Turca Atila Ertem – esplicito il suo augurio: “Spero che il Biol sia qui ogni anno” – è stata la volta dei rappresentanti del Biol.
Il coordinatore Nino Paparella ha presentato l’iniziativa in tutti i suoi aspetti, seguito dal presidente della Giuria internazionale Antonio Zelinotti, che ha posto l’accento sulla
crescente qualità degli oli in gara. Quindi il saluto del qualità manager giapponese Toshihisa Suzuki, per il quale il mercato orientale cresce anche perché “le
famiglie giapponesi provano ad abbinare la cucina tradizionale a nuove combinazioni, ma all’insegna della qualità”
. Infine l’intervento del produttore Yahya Lalely,
il cui progetto aziendale dà molta importanza agli aspetti salutistici e nutrizionali dell’extravergine: “Due chucchiaini al giorno è la dose ottimale per
contribuire a prevenire varie patologie”
. In chiusura, scambio di riconoscimenti reciproco tra Biol e le associazioni locali, e consegna di attestati a tutti i produttori turchi in
concorso. A seguire, visita in una grande azienda locale, la Degirmen Farm – 200 ettari, di cui 100 di oliveti -gestita da venti anni da Gursel Tonbul.
Con l’Associazione Greca di Agricoltura Biologica si è invece svolta la visita in giro per le coltivazioni locali di Santorini, incentrate soprattutto sui vigneti (anche biologici)
coltivati in aridocoltura (poca acqua).
Un caloroso benvenuto aveva già accolto il Biol anche a Catania, con un incontro sull’olivicoltura biologica svolto nella bizantina cappella Bonaiuti con produttori, associazioni e
rappresentanti di enti locali, tra cui il vicepresidente della Camera di Commercio locale Francesco Costanzo – a cui Luigi Triggiani, della Camera di Commercio di Bari, ha portato i saluti del
presidente Luigi Farace. Durante le degustazioni di prodotti tipici locali – in vario modo collegati al ricco patrimonio oleario dell’isola – sono anche stati consegnati attestati ai
ventidue produttori siciliani partecipanti al Biol.

Le altre attività di bordo
Senza dimenticare le varie attività di bordo che hanno accompagnato i lavori della giuria. Come i tavoli di lavoro; vista la
presenza a bordo di organismi come Ifoam e AgroBioMediterraneo, si è lavorato infatti sulla possibile costituzione di un organismo internazionale che raggruppi e coordini le varie sigle
a cui fanno capo i produttori biologici; ultimate anche le linee programmatiche del futuro BiolEthic, da realizzare in collaborazione con Icea (il documento del gruppo di lavoro sarà
presto su www.premiobiol.it, sito che ha pubblicato ogni giorno il Diario di Bordo). E naturalmente, l’avviamento dei lavori per la
Guida internazionale dei migliori extravergini biologici dell’anno, che sarà presentata alla prossima Fiera del Levante di Bari e al Sana di Bologna. Uno strumento che, per la
prima volta, presenterà l’olivicoltura biologica nelle varie aree olivicole mondiali, incluse tutte le regioni italiane in cui sono presenti oliveti. Per far ciò i giurati,
oltre a valutare gli oli, hanno svolto un lavoro supplementare di approfondimento tecnico sugli extravergini e i relativi territori di provenienza. Senza dimenticare la valutazione degli spazi
percorribili per creare un network tra enti, organizzazioni e persone sia per i prossimi Biol sia per le manifestazioni del biologico in generale.
Tra le attività, anche l’assegnazione del premio BiolPhoto: si chiama “Generazioni” e non a caso ritrae in bianco e nero una ragazza e sullo sfondo un’anziana,
entrambe con zappe in mano. L’ha scattata Carlo Durano di Grosseto. E poi il legame con altri due prodotti d’eccellenza del Mediterraneo: il pesce e il miele, entrambi,
naturalmente, biologici. Il primo con la presentazione del progetto Interreg “Biolfish – Programma per il miglioramento della qualità e la valorizzazione dell’olio di oliva e
dei prodotti ittici provenienti da attività di pesca sostenibile e da agricoltura e allevamento biologici della costa adriatica”, un progetto europeo (INTERREG) incentrato su
produzione, mercato e benefici per la collettività, promosso da una rete di partner tra i quali la regione Puglia (capofila) e le organizzazioni AIAB Veneto, AIAB Puglia, Icea, CIBi,
Consorzio Puglia e Coispa. Il miele con un minicorso di degustazioni di miele di tutte le regioni italiane, curato da Gianluigi Marcazzan dell’Ina – Istituto Nazionale Apicoltura,
tassello di un futuro progetto comune col Biol.

Le dichiarazioni
In viaggio col Biol ci sono stati tecnici, esperti, rappresentanti di enti e istituzioni (come Regione Puglia, Regione Sicilia, Unioncamere Puglia),
produttori e operatori del settore. Qualche nome tra i tanti: Toshihisa Suzuki, responsabile controllo qualità, ricerca e sviluppo della ditta giapponese di import oli Oillio Group;
l’arabo Shafiq U. Abdulaziz, quality manager dell’azienda Watania; lo spagnolo Mariano Ojeda, della fiera iberica Ecoliva, gemellata col Biol; il greco Vasillis Kamvissis, direttore
dell’azienda Minerva. Poi i rappresentanti dei maggiori organismi internazionali di settore, dalla danese Mette Meldgaard, vicepresidente mondiale Ifoam, al presidente e vicepresidente di
AgroBioMediterraneo, rispettivamente Fabio Piccioli e l’israeliano Guy Rilov. Senza dimenticare i rappresentanti dei consumatori, come Gianni Cavinato, presidente nazionale Acu –
Associazione Consumatori e Utenti. Infine, la stampa; presenti a bordo Rai, Gambero Rosso, Edagricole – Sole 24 Ore, il portale tedesco specializzato oliveoil-info.org. A cui aggiungere le
testate che si avvarranno dei materiali audio e video del service predisposto dal Biol.
Ecco una panoramica di dichiarazioni di alcuni ospiti: per Mette Meldgaard “Il patrocinio di Ifoam al Biol si spiega con un comune obiettivo di fondo: testimoniare gli sforzi dei
produttori di biologico, la loro passione nel perseguire l’alta qualità del prodotto, in un circolo virtuoso che collega operatori, ambiente e consumatori. E nel Biol
c’è la possibilità di approfondire ambiti di specifiche conoscenze legate a produttori di tutto il mondo
”. Toshihisa Suzuki spiega: “E’ questa
è la seconda volta che partecipo al Premio Biol, che è un’ottima opportunità per approfondire la conoscenza degli oli extravergini biologici. Oggi in quasi ogni
famiglia giapponese c’è una bottiglia di olio e anche il consumatore è sempre più attento e sensibile alla qualità, ma pure molto attento alla sicurezza
alimentare: da qui il nostro grande interesse per il premio Biol e la sua grande varietà di oli extravergini biologici che la kermesse abbraccia”
.
Racconta Shafiq
U. Abdulaziz: “La mia azienda partecipò già nel 2001: e ci siamo accorti di quanto comporti in termini di visibilità locale e all’estero il passare da una
manifestazione come il Biol, che garantisce valutazioni davvero eque e premia gli oli migliori. Per la mia azienda, la Watania, questa è un’annata importante, e non potevamo
mancare
”.
E Mariano Ojeda: “La parnership tra Biol ed Ecoliva nasce nel 2002, per unire due realtà che perseguono un interesse comune: lo sviluppo dell’olivicoltura biologica nei
suoi vari aspetti. Si parla molto di paese come Italia, Spagna o Grecia, come competitor. La particolarità del Biol è che, pur trattandosi di un concorso, riesce ad andare oltre
gli aspetti legati alla concorrenza, puntando alla crescita comune e al rafforzamento dell’intero settore, anche nei suoi aspetti culturali. I temi di confronto non mancano; ad esempio
anche gastronomici, su come viene usato l’extravergine in Giappone o in Cile, sulle tradizioni dei contadini e via dicendo’
”.
Infine, Guy Rilov: “Il Biol è uno dei pilastri del biologico del Mediterraneo, anche perché incentrato sull’olio, prodotto principe dell’area. Per i produttori la
promozione è fondamentale, e la manifestazione è un ottimo veicolo. Del resto i suoi artefici sono pionieri del biologico: per loro è più questione di passione che
di lavoro. AgroBioMediterraneo, che spinge le varie associazioni territoriali a partecipare, è legato da cinque anni al Biol, con cui ha contatti costanti durante l’anno. Anche per la
valenza cha va olter il concorso e la competizione, testimoniata da iniziative come il BiolPhoto, o il BiolEthic. Perchè l’olivicoltura biologica ha una sua intrinseca valenza culturale:
non a caso nella mia tradizione ebraica, gli antichi re hanno il capo cinto da una corona d’ulivo”
.
Il Premio Biol è patrocinato anche da Ifoam, Coi e si svolge in collaborazione con enti locali e vari organismi di settore tra cui Provincia di Bari, Comune di Andria, Aiab Puglia, Icea
– Istituto per la Certificazione Etica e Ambientale, Iamb, ACU – Associazione Consumatori Utenti, Consorzio Puglia Natura.