Assemblea dei delegati di Confagricoltura Ferrara, alla presenza anche di tutto il personale dell`Organizzazione ferrarese e del presidente nazionale Federico Vecchioni. L`incontro si è
tenuto nell`Auditorium della Cassa di Risparmio di Ferrara in via Bologna ed è stato aperto dal saluto del presidente del Gruppo Bancario Carife, Alfredo Santini.

Partendo dagli investimenti produttivi provinciali, la forte riduzione del comparto bieticolo per effetto dell’Ocm bietole e la conseguente riconversione degli «zuccherifici
dismessi» sono state al centro dell’intervento del vicepresidente dell’Associazione nazionale bieticoltori, Mario Guidi, con la sottolineatura delle preoccupazioni legate alla lentezza
nella progettazione e conseguente realizzazione di impianti a Biomasse.

«Le bioenergie sono per noi un’opportunità – ha affermato Mario Guidi – ed è delittuoso che le imprese agricole non possano perseguire tale opportunità economica solo
per colpa di chi dovrebbe decidere ed invece non lo fa».
Sul dibattito apertosi sull’aumento dei prezzi al consumo, in particolare il prezzo del pane, si è soffermato il presidente Nicola Gherardi, confutando che gli eventuali rincari possano
dipendere da aumenti consistenti ed ingiustificati alla produzione.
«Anche forti aumenti delle quotazioni del frumento, come quelle che si stanno verificando, visto il prezzo della materia prima, giustificherebbero incrementi dei prezzi del prodotto
finito molto più contenuti. Servono interventi strategici di lungo respiro da parte del Parlamento, non ipotesi estemporanee che lasciano il tempo che trovano».

Gherardi ha evidenziato che la cosiddetta «filiera», sintetizzata in produzione-trasformazione-dettaglio, mostra oggi il suo lato debole; chi cerca di valorizzare solo il proprio
segmento, scaricando agli uni o agli altri le responsabilità, finisce per danneggiare tutti, non compiendosi così quel passo verso quei nuovi equilibri che il mercato globale
impone di ricercare.
Il varo della Riforma dell’Ocm Ortofrutta è stato analizzato dal vicepresidente della Confagricoltura, il ferrarese Sergio Lenzi che, dopo aver ricordato tutte le vicende che hanno
accompagnato il varo della Riforma, ha posto l’accento sull’importanza del documento d’intesa sull’applicazione della riforma ortofrutta presentato al governo da tutte le organizzazioni della
filiera ad esclusione della Coltivatori diretti. «Il nostro auspicio ora – ha sostenuto Lenzi – è che i frutticoltori abbiano la possibilità di incassare direttamente gli
aiuti previsti».

Nelle sue conclusioni il presidente di Confagricoltura, Federico Vecchioni, si è detto anche lui convinto che siamo di fronte alla crisi della politica, inteso come perdita di fiducia
dei cittadini verso il sistema politico perchè non fornisce le risposte che il Paese sta chiedendo da tempo.
«Il settore agricolo deve essere considerato al centro dell’economia del Paese – ha sostenuto Vecchioni – per la ragione, non unica, che l`attività degli agricoltori si fonda
sull’affidamento di beni universali, gestiti dall’imprenditore con la consapevolezza che si sta operando non solo a proprio vantaggio ma anche per il bene comune. L’ambiente, l’individuo, la
natura, il paesaggio sono valori su cui si basa il lavoro agricolo ogni giorno».

«Non dimentichiamolo questo aspetto – ha proseguito il Presidente della Confagricoltura in una fase di disorientamento della società, dove il ruolo dei produttori, delle imprese e
della loro rappresentanza produce anche una ricchezza sociale e valori che non vanno smarriti.
La certezza di essere depositari di questi valori universali deve rafforzare ancora di più la nostra convinzione: che la cultura dell’impresa, della nostra impresa, è anche
cultura dello sviluppo. E che c’è una responsabilità civile collettiva che ci deve guidare. Che deve guidare la politica nell’assumere scelte d’interesse comune e che deve guidare
l’impresa e le sue rappresentanze nel gestire i processi produttivi e l’organizzazione economica».