Confagricoltura: «la zootecnia italiana marca il passo»

Mentre si rincorrono le notizie sui rincari delle materie prime e gli allarmi, spesso ingiustificati e controproducenti, ci si è dimenticati che la zootecnia italiana marca il passo.

Confagricoltura ritiene strategico per il Paese, sotto il profilo economico, dare seguito agli interventi previsti. Nel settore suinicolo, dove le quotazioni all’origine sono in ribasso
(-13/14% rispetto all’anno precedente) per motivi di varia natura. Una scarsa aggregazione dell’offerta ma anche poca integrazione della filiera ed un surplus di materia prima destinata ai
prodotti a denominazione che, paradossalmente, favorisce le importazioni e spiazza i nostri allevatori.

Anche la produzione di carne bovina ha i suoi problemi. Una ormai marcata destrutturazione degli allevamenti italiani ed europeista sta portando ad una maggiore dipendenza dall’estero. Mentre
si fatica a comprendere la valenza, in termini ambientali e di tutela del territorio, dell’allevamento bovino specie nelle zone di collina e montagna del nostro territorio. Una sfida questa, da
cogliere nell’ambito dei prossimi piani di sviluppo rurale. Su tutto due problemi che riguardano un pò tutti i comparti. In primo luogo la normativa, si pensi alla direttiva nitrati, che
vincola fortemente l`attività di impresa. E poi gli aumenti dei costi. Negli ultimi anni sono saliti del 14% circa, mentre i prezzi pagati ai produttori sono aumentati in media solo di 6
punti; meno della metà.
Una situazione che potrebbe peggiorare e su cui, quindi, occorre intervenire con misure adeguate.

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