“Non si può immaginare un percorso di sviluppo per le zone rurali che non veda come protagonista l’impresa agricola”. Così il presidente della Confagricoltura
Vecchioni commenta gli esiti del Consiglio agricolo Informale che ieri, in Germania, ha prestato attenzione al futuro delle politiche per le zone rurali.

Confagricoltura condivide la necessità di diversificare gli strumenti d’intervento, ma sottolinea che ciò si è già verificato con il nuovo regolamento sullo
sviluppo rurale, che ha impostato decine di diverse azioni, ripartite sui vari assi della programmazione.

Si tratta, dunque, di consolidare queste scelte, senza intaccare l’assetto finanziario e la ripartizione delle risorse, fissati sino al 2013.

“Per la fase successiva – ha proseguito Vecchioni – l’health check dovrà considerare con attenzione gli effetti di un ulteriore indebolimento delle politiche sui mercati. La
competitività dell’impresa agricola, che è una condizione necessaria per la vitalità dei territori rurali, va salvaguardata. Non solo diffondendo l’innovazione
e sostenendo gli investimenti, ma anche con un quadro regolamentare e finanziario sostenibile ed affidabile nel tempo”.

Spostamenti di risorse che non siano coerenti con questo assunto, finirebbero per mettere in crisi lo stesso sistema agroambientale, a causa del venir meno della presenza degli agricoltori in
territori che si reggono su equilibri molto delicati e che costituiscono oltre metà della superficie europea.

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