Confagricoltura: ritorna la «vera» fiorentina sulle tavole degli italiani

4 Ottobre 2007 – «Con la decisione del Comitato permanente per la catena alimentare di innalzare da 24 a 30 l’età dei bovini ai quali è consentito mantenere
la colonna vertebrale, torna finalmente sulle tavole degli italiani la «vera» Fiorentina che per tradizione viene da animali di 30 mesi».

Ne dà notizia Confagricoltura, soddisfatta per la definitiva chiusura della vicenda BSE.

Confagricoltura ricorda che il periodo di quarantena per questo prelibato taglio di carne, che da sempre fa parte della tradizione culinaria del nostro Paese, era cominciato il 7 Febbraio 2001,
con le misure prese proprio in seguito alla crisi della BSE.

Diagnosticata per la prima volta nel Regno Unito nel 1986, la «malattia della mucca pazza» ha raggiunto proporzioni epidemiche tanto da costituire un vero e proprio problema di
sanità pubblica, a seguito della scoperta di un possibile legame tra la BSE e la variante umana, malattia di Creutzfeldt-Jakob, diagnosticata per la prima volta nel 1996.
Nel Novembre 2001, il Comitato veterinario permanente dell’Unione Europea aveva avviato le verifiche per riconsiderare l’obbligo di «disossare» la carne proveniente dai capi con
più di 12 mesi di età.

Il primo gennaio 2006, viene tramutata in norma la decisione del Comitato permanente per la catena alimentare di innalzare da 12 a 24 mesi l’obbligo di asportazione della colonna vertebrale dai
bovini.
«Oggi – conclude Confagricoltura – quel vincolo viene innalzato a 30 mesi, riportando la situazione alla completa normalità e premiando gli sforzi degli allevatori che, per
raggiungere questo risultato hanno ridefinito l’intero processo allevatoriale, con particolare attenzione all’alimentazione ed al benessere degli animali».

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