Confagricoltura: trattiva sul prezzo del latte

La Confagricoltura, che ha chiesto all’assessore regionale all’Agricoltura Mino Taricco di convocare le parti per la riapertura delle trattative sul prezzo del latte, così come previsto
dall’accordo sottoscritto nel luglio scorso, invita i produttori a restare uniti e a non cedere alla tentazione di aderire alle proposte avanzate da alcuni industriali che offrono la chiusura
di accordi individuali a condizioni che l’organizzazione degli imprenditori agricoli giudica decisamente insoddisfacenti.
L’intesa sottoscritta l’11 luglio scorso tra produttori e industriali ha rappresentato, dopo dieci anni, il ritorno a un accordo regionale sul prezzo del latte. Il prezzo medio alla stalla che
era stato fissato a 314,5 per 1.000 litri, comprensivo delle variazioni stagionali, per le partita da 4.000 litri/giorno (mentre per le partite fino a 1.000 litri al giorno il prezzo medio,
comprensivo delle variazioni stagionali, era stato fissato a 298,50), è giudicato insoddisfacente.
L’accordo, tra l’altro, fa notare la Confagricoltura, prevedeva azioni di marketing e promopubblicitarie da elaborarsi congiuntamente per valorizzare al consumo l’intera filiera, la creazione
di un marchio collettivo, l’individuazione di alcune dop , di origine esclusivamente piemontese che presentino forti potenzialità di incremento ma che abbisognino di un supporto
specifico per affermarsi sul mercato, il cofinanziamento di azioni promozionali, il sostegno alla penetrazione commerciale nella filiera della Gdo e nel canale Ho.re.ca. con particolare
riferimento alla ristorazione collettiva. Nulla di tutto questo, fa rilevare l’organizzazione degli imprenditori agricoli, è stato realizzato.
“Già a luglio, dichiara Vittorio Viora, presidente della Confagricoltura di Torino, non ci eravamo dichiarati pienamente soddisfatti dell’intesa raggiunta perché i produttori,
mediamente, avevano perso da 1 a 2 centesimi di euro al litro rispetto al prezzo alla campagna precedente. Giudicavamo invece positivamente la sottoscrizione del progetto di valorizzazione del
latte piemontese, ma le buone intenzioni non si sono concretizzate”.
Confagricoltura chiede una revisione delle tabelle per il calcolo dei premi qualità e si attende un aumento del prezzo medio di almeno 10 centesimi al litro. “Se attualizzassimo il
prezzo del 1983 otterremmo un prezzo di 58 centesimi di euro al litro. Considerando l’aumento dei costi di produzione che c’è stato in questi anni non riusciremo sicuramente a recuperare
quello che ci spetta, dichiara Vittorio Viora, ma perlomeno si inizierà ad affermare il principio che non si può continuare a far crescere il prezzo del latte alimentare al
consumo diminuendo costantemente il costo della materia prima”.

Fonte: www.confagricoltura.it

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