Conferenza Ispi, Intesa San Paolo, Sace in Assolombarda sul Mondo 2020

Conferenza Ispi, Intesa San Paolo, Sace in Assolombarda sul Mondo 2020

Fri, 24 Jan 2020
Conferenza Ispi, Intesa San Paolo, Sace in Assolombarda sul Mondo 2020
– Lo stato dell’economia e della politica.

Conferenza Ispi, Intesa San Paolo, in Assolombarda sul mondo 2020 –
Opportunità e rischi per le imprese

SCOSSONI, RALLENTAMENTI, MA ANCHE OPPORTUNITA’. E NIENTE GUERRE

Il mondo del 2020 è il mondo di Trump. Anche se non in maniera così esplicita, è il messaggio che abbiamo inteso trapelare dalla conferenza “Il mondo nel 2020. Opportunità e rischi per le imprese” svoltasi presso la sede di Assolombarda, organizzata nell’ambito dell’Osservatorio Geoeconomia,  promossa da ISPI e Intesa Sanpaolo, in collaborazione con Sace.

Quindi niente recessione, niente grande crisi (nonostante l’indebitamento globale mondiale sia di 253mila miliardi di dollari, vale a dire il 322 % del Pil globale), niente guerre commerciali o tradizionali, se non locali. Perché? Perché a novembre Trump – che detta l’agenda su scala planetaria come ha confermato a Davos – si gioca la rielezione e non vuole sconquassi che la mettano in forse. Dopo, si vedrà.

Ciò, nonostante il 2020 rappresenti un turning point degli attuali assetti politici ed economici internazionali, dalla Brexit alle elezioni americane, appunto,  portandosi dietro molte delle crisi irrisolte del 2019: dalla rivolta delle piazze di mezzo mondo all’emergenza climatica, in un ordine globale sempre più “disordinato” e dagli esiti incerti.

Alle domande di fondo: sarà l’anno della recessione o si tratterà solo di rallentamento economico;  quale ruolo e quali strumenti avranno ancora a disposizione le banche centrali, a supporto dell’economia mondiale? Nel commercio internazionale sarà vera tregua tra Pechino e Washington? E sul piano geopolitico si registrerà una riduzione o un’escalation delle tensioni internazionali sono stati chiamati a rispondere Alessandro Scarabelli, Direttore Generale, Assolombarda; Paolo Magri, Vice Presidente Esecutivo e Direttore, ISPI;  Alessandro Terzulli, Chief Economist, Sace;  Silvia Candiani, Amministratore Delegato, Microsoft Italia; Fabrizio Di Amato, Presidente, Maire Tecnimont; Roberto Gavazzi, Amministratore Delegato, Boffi; Marco Sesana, Amministratore Delegato e Country Manager, Generali Italia e Global Business Lines. Conclusioni di Giampiero Massolo, Presidente ISPI e Fincantieri e, in collegamento da Roma,  Manlio Di Stefano, Sottosegretario di Stato agli Affari Esteri e alla Cooperazione Internazionale. Moderatrice  Sarah Varetto, EVP News Projects Development – Continental Europe, Sky .

Di un’Europa  ricattata da Usa (dazi), Russia (energia), persino Turchia (migranti) ha parlato Magri: Paesi  che obbligano a costruire un’Europa più presente dal punto di vista geopolitico e a passare finalmente dalle parole ai fatti. Il rallentamento dell’economia su scala globale, che pure si prospetta, non avrà particolari conseguenze per le imprese italiane.  Le previsioni del 2020 stimano che tassi di interesse e immissioni di liquidità non dovrebbero subire svolte importanti nei prossimi 3-4 trimestri. Abbandonare il tono espansivo delle politiche monetarie significherebbe mettere in difficoltà i mercati finanziari che già sopportano l’incertezza dell’economico politica mondiale.

Per il settore finanziario, aree vincenti su cui puntare sono quelle di welfare e sostenibilità, proprio perché l’attenzione di cittadini e clienti rispetto a questi temi è alta e sempre più consapevole.

Per gli imprenditori, centrale è il tema della sostenibilità, un’opportunità per le imprese. Chi saprà coglierle avrà delle possibilità di sviluppo delle proprie imprese e soprattutto di riposizionare industrialmente l’impresa stessa. Si tratta di leggere il campo di gioco in anticipo rispetto a tutti i cambiamenti che stanno avvenendo a livello mondiale.

Le conclusioni. L’Europa sarà sempre più chiamata a fare delle scelte. La divergenza crescente tra gli Stati Uniti e la Cina, soprattutto dal punto di vista tecnologico, rischia di spaccare in due la globalizzazione, rischia di creare due filiere tecnologiche contrapposte. L’Europa dovrà scegliere se stare dalla parte della convenienza o dalla parte dei valori cercando, come è nella sua natura, di coniugare entrambi.

Foto

– Achille Colombo Clerici pres. Europasia
Fonte:
Istituto Europa Asia
EUROPASIA
Europe Asia Institute

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