«In un anno il prezzo del grano è salito del 140%, quello del petrolio di circa il 40% in dollari, la valanga degli aumenti delle materie prime sta destabilizzando i prezzi a valle
ed incide pesantemente sui costi che le imprese devono sopportare.

Basta con i processi sommari al commercio, non si sottovaluti il fatto che comunque l’inflazione in Italia resta sotto la media europea. Semmai va sottolineato che se non ci fosse stato senso
di responsabilità da parte degli esercenti sarebbe stata inimmaginabile un’inflazione ferma a febbraio al 2,9%.

Dovremmo invece tutti preoccuparci molto per il dato dell’Istat sulla bassa crescita del Pil all’1,5% nel 2007 e per la soffocante pressione fiscale al 43.3%. Frutto di una leggerezza politica
che da anni fa accumulare ritardi al nostro Paese di ogni tipo senza ridurre la spesa pubblica e gli enormi sprechi. In questi giorni di programmi elettorali diciamo chiaramente ai partiti che
non ci bastano le promesse, ma che dopo il voto avranno il fiato sul collo ogni giorno delle imprese perché gli impegni siano tradotti in realtà e perché indichino ogni
anno obiettivi e tempi dell’azione di Governo».