Roma – “Confindustria apprezza la decisione di intervenire in materia di politica fiscale sulle imprese in una logica di riorganizzazione e di semplificazione che auspichiamo possa
restituire al nostro sistema quella capacità di attrarre investimenti internazionali che ha perso ormai da molti anni”. Così recita la nota di Confindustria, che dà la sua
approvazione al testo della Finanziaria 2008 presentato da Prodi e che oggi sarà in discussione al Consiglio di Ministri.

L’associazione, in particolare, auspica che “la rimodulazione della fiscalità sulle imprese” consenta di dare un nuovo impulso alla crescita seguendo “la direzione imboccata da tutti i
Paesi a più alto tasso di sviluppo” come la Germania, che “dal primo di gennaio dell’anno prossimo ridurrà di nove punti l’aliquota fiscale sulle imprese”.

Il giudizio dato alla nuova manovra dagli industriali, insomma, è ampiamente positivo, anche perché si tratta di “un’operazione sostanzialmente a “saldo zero per l’intero sistema
imprenditoriale” che “potrebbe avere effetti di alleggerimento complessivo grazie al forte contenuto di semplificazione”. “E’ importante – continua la nota di Confindustria – sottolineare,
oltre all’intervento sulle aliquote IRES, anche la riduzione dell’IRAP al 3,9%, che si aggiunge al beneficio già realizzato con il taglio del cuneo fiscale”.

L’associazione degli industriali sottolinea, tuttavia, l’importanza di promuovere “interventi specifici” per le piccole medie imprese “in materia di oneri deducibili e che riducano gli
adempimenti” e di portare avanti “politiche di riduzione e qualificazione della spesa pubblica”.

Confindustria, infine, ha chiarito che gli interventi a livello nazionale e locale devono essere coordinati per evitare che l’effetto positivo delle prime venga “annullato” dalla seconde, come
è successo l’anno scorso in cinque regioni del centro sud, dove “le addizionali IRAP imposte per coprire una spesa sanitaria inspiegabilmente fuori controllo hanno fortemente
ridimensionato, in qualche caso fino ad annullarlo, il beneficio del cuneo fiscale”.