Congedo di maternità nei casi di adozione e affidamento

D: Volevo sapere quanto dura il congedo di maternità nei casi di adozione e affidamento

R: Il congedo di maternità nei casi di adozione e affidamento si protrae di due mesi e da tre passa a cinque mesi. Le relative modalità di fruizione sono diverse a seconda che si
tratti di adozione nazionale (il congedo va preso nei primi cinque mesi dall’ingresso del minore in famiglia) o di adozione internazionale (anche durante il periodo di permanenza all’estero).

Così i tempi dell’assenza sono in pratica parificati a quelli riconosciuti alle mamme biologiche compresi quelli anteriori al parto.
Con Nota operativa del 21 gennaio 2008, n. 3 l’Inpdap ha chiarito che la Finanziaria 2008 modifica alcuni istituti introdotti dal testo unico sulle maternità/paternità (D.L. n.
151/2001) e amplia anche le modalità di fruizione dei congedi parentali e che sono stati aboliti inoltre i limiti di età del minore (da 12 a 18 anni) ed è aumentato il
periodo di ingresso in famiglia, entro il quale si può fruire del congedo parentale (dai primi 3 mesi a 8 anni), purché non oltre il 18° anno di età.
Resta fermo il pagamento della indennità entro i primi tre anni dall’ingresso del minore in famiglia.

L’INPDAP ha inoltre chiarito che la Finanziaria 2008 (art. 2, comma 504) fornisce la interpretazione autentica del D.Lgs. n. 151/2001 che consente di riconoscere nella pensione anche i periodi
di maternità accaduti al di fuori del rapporto di lavoro, mediante l’accredito gratuito dei contributi figurativi (per i periodi corrispondenti al congedo obbligatorio) o mediante il
riscatto oneroso (per i periodi corrispondenti alle assenze facoltative). Ma tali possibilità si applicano solo agli iscritti che, a decorrere dalla entrata in vigore del decreto citato
(27 aprile 2001) hanno presentato in servizio la relativa domanda.

Congedo di maternità nei casi di adozione e affidamento

D: Volevo sapere quanto dura il congedo di maternità nei casi di adozione e affidamento.

R: Il congedo di maternità nei casi di adozione e affidamento si protrae di due mesi e da tre passa a cinque mesi. Le relative modalità di fruizione sono diverse a seconda che si
tratti di adozione nazionale (il congedo va preso nei primi cinque mesi dall’ingresso del minore in famiglia) o di adozione internazionale (anche durante il periodo di permanenza
all’estero).
Così i tempi dell’assenza sono in pratica parificati a quelli riconosciuti alle mamme biologiche compresi quelli anteriori al parto.

Con Nota operativa del 21 gennaio 2008, n. 3 l’Inpdap ha chiarito che la Finanziaria 2008 modifica alcuni istituti introdotti dal testo unico sulle maternità/paternità (D.L. n.
151/2001) e amplia anche le modalità di fruizione dei congedi parentali e che sono stati aboliti inoltre i limiti di età del minore (da 12 a 18 anni) ed è aumentato il
periodo di ingresso in famiglia, entro il quale si può fruire del congedo parentale (dai primi 3 mesi a 8 anni), purché non oltre il 18° anno di età.
Resta fermo il pagamento della indennità entro i primi tre anni dall’ingresso del minore in famiglia.

L’INPDAP ha inoltre chiarito che la Finanziaria 2008 (art. 2, comma 504) fornisce la interpretazione autentica del D.Lgs. n. 151/2001 che consente di riconoscere nella pensione anche i periodi
di maternità accaduti al di fuori del rapporto di lavoro, mediante l’accredito gratuito dei contributi figurativi (per i periodi corrispondenti al congedo obbligatorio) o mediante il
riscatto oneroso (per i periodi corrispondenti alle assenze facoltative). Ma tali possibilità si applicano solo agli iscritti che, a decorrere dalla entrata in vigore del decreto citato
(27 aprile 2001) hanno presentato in servizio la relativa domanda.

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