Consumi alimentari: nel 2006 1,3%

I consumi alimentari tornano a crescere nel 2006. E’ quanto emerge dai dati dell’Osservatorio Ismea-AcNielsen sugli acquisti delle famiglie italiane, che in termini quantitativi rivelano per
alimenti e bevande un incremento dell’1,3% rispetto al 2005.
Ancora più marcata la crescita della spesa ( 4,4%), determinata soprattutto dalla dinamica sostenuta dei prezzi, aumentati mediamente di circa il 3%.
Tra i comparti più attivi figurano gli ittici ( 3,9% i quantitativi di pesce consumati) e i lattiero-caseari ( 2,8%), trainati l’anno scorso da yogurt, dessert e latte fresco.
Arretrano invece le carni (-2,3%), con cali più significativi per quelle suine (-4,7%) e riduzioni inferiori al 2% per bovino e pollame. Le uova, al contrario, hanno chiuso con un
aumento del 3,1%, mentre i salumi sono cresciuti complessivamente dello 0,9%. Da evidenziare il forte ridimensionamento dei consumi di carni surgelate, scesi su base annua di quasi l’11%.
Tra i derivati dei cereali, che nel complesso hanno fatto segnare nel 2006 un meno 1,6% sempre in termini quantitativi, le paste di semola tradizionali hanno subito una flessione del 3,5%.
Acquisti in frenata anche per le paste ripiene e all’uovo secche, mentre aumentano i consumi di pasta fresca e di primi piatti surgelati.
Per quanto riguarda il riso, i dati a consuntivo del 2006 rivelano un incremento dello 0,4%. In lieve crescita anche crackers e fette biscottate, mentre gli acquisti di pane hanno fatto
registrare, complessivamente, una contrazione del 3,6%, compensata solo in parte da un forte progresso dei consumi di pan carrè ( 8%).
Andamento piatto nel 2006 per gli acquisti delle famiglie italiane di frutta e ortaggi freschi, che in termini quantitativi hanno confermato sostanzialmente il dato del 2005. Per gli oli di
oliva è emerso invece, a causa di un forte aumento dei prezzi, un calo degli acquisti domestici dell’1,2%, in un’annata che ha evidenziato al contrario discreti progressi per burro e oli
di semi.
Tra le bevande, infine, il gruppo delle analcoliche ha registrato complessivamente una crescita del 3,2% (bene soprattutto le acque minerali). Invariati i consumi di bevande alcoliche, con
andamenti però differenziati che hanno premiato unicamente la birra ( 4,9%) e gli aperitivi ( 3,2%). Per i vini, al contrario, i dati di fine anno rivelano una contrazione degli acquisti
domestici del 2% (-1% gli spumanti). Negativo anche il dato dei superalcolici, con riduzioni soprattutto per whisky e brandy.

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