Continua il Camminamare tra divieti ed ostacoli

Continua il Camminamare tra divieti ed ostacoli

I Camminatori sono stati fatti passare solo sui soliti sentieri segnati qua e là, ma non c’è un percorso continuo lungo il mare che sarebbe uno dei più belli della costa
peninsulare italiana per la qualità della macchia mediterranea e della lecceta.

Il primo luglio I Camminatori arrivano al promontorio verde scuro di lecci che precede Punta Ala, una famosa lottizzazione che non ci pare peggiore di altre. La costa alta successiva, tra la foce
dell’Alma e Portiglione, è ricca di vegetazione che giunge fino al mare e abbraccia cale un tempo solitarie e oggi invase dai bagnanti. Violina è la cala più famosa: il suo
nome si deve al suono che fa la sabbia quando viene calpestata.

Per i Camminatori la ventunesima tappa inizia con un nuovo sconfortante confronto. Uscendo dalla città di Follonica scoprono che la nuova strada litoranea ha preso il posto della duna e
l’edilizia ha fatto il resto. Nel tratto finale del Lungomare Italia di Follonica, ormai a Torre Mozza, sostano al villaggio turistico La Madonnina e ne raccogliamo la protesta. Non ha più
la spiaggia davanti; l’erosione e le mareggiate hanno lasciato solo la scogliera e un piccolo pontile per calarsi in acqua. Fino a pochi anni fa la spiaggia c’era e a metà degli anni
Novanta aveva una dozzina di metri di profondità.

Per arrivare a Piombino è stata poi superata la centrale Enel di Torre del Sale e l’area siderurgica. La foce della Cornia Vecchia impedisce il proseguo sulla battigia e impedisce la
camminata tra i capannoni delle acciaierie fino a che I Camminatori non vengono bloccati da una guardia della Lucchini e accompagnati all’uscita. Un inferno per l’olfatto, la vista, l’udito, il
tatto, il gusto dal quale siamo liberati da Emilio, una guardia gentile e sensibile. Metà del cammino è alle spalle. Ora l’Elba.

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