Controversie relative alla stabilizzazione dei lavoratori precari delle P.A.

Con sentenza del 25 marzo 2008, n. 2551, il TAR Lazio ha chiarito che rientrano nella giurisdizione del giudice ordinario le controversie relative alle procedure per la stabilizzazione del
rapporto previste per i lavoratori a tempo determinato assunti da una pubblica amministrazione.

Fatto e diritto
Una dipendente precaria della P.A. ha presentato ricorso al Tar contro la nota del Dirigente dell’Unità Organizzativa Risorse Umane della ASL, con la quale le era stato comunicato che
non era stata ammessa all’avviso di selezione per la stabilizzazione di lavoratori precari di cui al bando relativo.
In particolare, con il ricorso ed i motivi aggiunti in esame è stato sostanzialmente chiesto l’annullamento del provvedimento di comunicazione, nonchè l’annullamento del relativo
bando e della successiva deliberazione con cui il Direttore Generale della A.S.L. ha previsto di riservarsi la definizione della posizione della ricorrente. Inoltre è stata chiesta la
conferma della graduatoria finale e degli atti adottati dalla P.A. in esecuzione di misura cautelare disposta dal Giudice Ordinario, poi revocata.

La decisione del Tar
Per il Tar, il rispetto alla partecipazione di lavoratori non a tempo indeterminato alle procedure per la stabilizzazione del rapporto e le relative controversie devono essere devolute alla
giurisdizione del giudice ordinario in quanto il fine di tali procedure è rappresentato dall’assunzione presso Enti, previo espletamento di una procedura di selezione e non di una
procedura concorsuale, secondo la distinzione operata dall’art. 35 del D.Lgs. n. 165 del 2001, rilevante ai fini del riparto di giurisdizione ex art. 63 del medesimo decreto.
Per il Tar, la natura delle procedure selettive di stabilizzazione è equipollente ad una assunzione senza espletamento di concorso pubblico e, dunque, deve essere ricondotta ad una
fattispecie di costituzione del rapporto lavorativo tra il singolo lavoratore e l’Amministrazione pubblica datoriale, rientrante nella giurisdizione del Giudice ordinario (ai sensi dell’art. 68
del D. Lgs. 3 febbraio 1993 n. 29, come sostituito dall’art. 29 del D. Lgs. 31 marzo 1998 n. 80 e successivamente dall’art. 63 del T.U. 30 marzo 2001 n. 165). Il Tar, pertanto, ha rilevato il
proprio difetto di giurisdizione riguardo alle pretese fatte valere con il ricorso in esame, dichiarando il ricorso inammissibile per difetto di giurisdizione, spettando quindi la competenza al
giudice ordinario del lavoro.

TAR Lazio, sezione terza quater, sentenza n. 2551 del 25 marzo 2008

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