Roma, 27 Giugno 2007 – Una svolta decisa, rispetto all’attuale PAC, che ponga la competitività delle imprese agricole ed agroindustriali al centro del sistema. E’ il messaggio
forte ed univoco emerso dai diversi rappresentanti istituzionali e della filiera che si sono incontrati oggi nell’ambito della conferenza organizzata da Assocarni, dedicata al futuro della
produzione bovina europea dopo il 2013. Il Convegno è stato aperto oggi all’Hotel Boscolo Exedra dal Presidente Luigi Cremonini con un appello forte alla salvaguardia della produzione
bovina europea ed italiana. Incisivo il messaggio di Klaus Dieter Borchardt, Vice capo di Gabinetto del Commissario all’Agricoltura Mariann Fischer Boel, che vede la necessità di
considerare nel futuro della PAC, come centrali, un livello definito di autosufficienza della produzione agricola comunitaria, una politica di sostegno tutta orientata al mercato ed alla
soddisfazione delle esigenze del consumatore e che coinvolga non più soltanto la produzione primaria ma anche l’industria di trasformazione, nonché la distribuzione.

Ribadita la fine delle quote latte entro il 2015 con una serie di misure antecedenti per attenuarne l’impatto. Scordamaglia, Vice Presidente di Assocarni, ha sottolineato il ruolo determinante
che l’industria ha nella valorizzazione e nella competitività dell’intera filiera e l’urgenza di procedere anche nel nostro Paese ad una significativa riorganizzazione della fase di
trasformazione in diversi settori agricoli. D’accordo sulle analisi fatte e sulle soluzioni da condividere prospettate il Ministro De Castro, che ha partecipato ai lavori della Conferenza
ribadendo anche la necessità di creare a livello comunitario le alleanze indispensabili al raggiungimento dei diversi obiettivi prima della data del 2009, per evitare di affidare a
Ministri Finanziari il nostro futuro.

Il Presidente del Gruppo Bovino del COPA-COGECA ha ribadito la necessità di mantenere un livello di produzione tale da garantire l’indipendenza alimentare europea nel settore bovino,
attraverso le norme di qualità, di tracciabilità e di sicurezza alimentare che non hanno eguali nel mondo.

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