Il sottosegretario all’Interno Alessandro Pajno ed il capo del Dipartimento per le politiche del personale dell’amministrazione civile e per le risorse strumentali e finanziarie prefetto
Giuseppe Procaccini hanno partecipato a Roma al convegno organizzato il 26 marzo scorso dal Dipartimento della funzione pubblica e dal Formez sul tema «Innovazione e semplificazione nella
lotta alla criminalità organizzata – La certificazione antimafia on line».

Nell’occasione è stata presentata la nuova procedura informatica SI.CE.ANT. – Sistema automatizzato di Certificazione Antimafia – che, conclusa l’analisi e la progettazione, è
entrata nella fase sperimentale presso le prefetture di Roma, Napoli e Catania e che sarà successivamente estesa a tutte le prefetture.

Il progetto «Antimafia», finanziato dal Dipartimento della funzione pubblica nell’ambito del Programma «e-Governance», ha visto la collaborazione del Formez con il
ministero dell’Interno per rendere maggiormente efficiente l’azione dello Stato contro la criminalità organizzata semplificando ma, soprattutto, migliorando in termini di efficacia,
tempistica ed attendibilità il processo di rilascio delle certificazioni antimafia da parte delle prefetture alle imprese, alle persone fisiche, alle amministrazioni ed enti che ne fanno
richiesta.

All’incontro hanno partecipato il vice presidente della Corte costituzionale Giovanni Maria Flick, il ministro per le Riforme e l’Innovazione nella Pubblica Amministrazione Luigi Nicolais, il
presidente della I Commissione del Senato «Affari costituzionali» Enzo Bianco, i prefetti di Roma, Napoli e Latina – quest’ultimo in qualità di presidente del Comitato di
coordinamento per l’alta sorveglianza delle grandi opere.
Sull’utilità di avvicinare la pubblica amministrazione ai cittadini e alle imprese, si sono trovati d’accordo anche i rappresentanti del mondo imprenditoriale privato e degli altri
attori istituzionali.

Il sottosegretario Pajno, nel sottolineare il valore dell’iniziativa, ha avuto modo di evidenziare, in particolare, l’esigenza di un rafforzamento dell’attuale sistema delle cautele antimafia,
anche in una prospettiva di innovazione volta a conferire a questi strumenti una valenza dinamica, che, superando il mero profilo documentale, esalti la funzione di monitoraggio che deve
accompagnare tutte le fasi di realizzazione dell’opera. Si tratta, in altri termini, di trasformare un esame a cui spesso viene attribuito un valore meramente burocratico-certificativo in un
processo che accompagni l’iter realizzativo dell’opera assicurando nel contempo la piena integrazione e partecipazione di tutti i soggetti coinvolti anche sul piano imprenditoriale. Ciò
in un ambito in cui è evidente che la discrezionalità del prefetto nella valutazione di tutti gli accertamenti compiuti assume un forte significato di tutela preventiva.

Dal canto suo il prefetto Procaccini ha segnalato, parallelamente allo sviluppo dell’innovazione tecnologica, l’importanza strategica per l’economia del Paese di assicurare, su tutto il
territorio nazionale, il regolare e trasparente svolgimento delle procedure di appalto relative alla realizzazione di opere pubbliche ed alla fornitura di beni e servizi ad amministrazioni ed
enti pubblici, in cui, da tempo, la criminalità organizzata cerca di infiltrarsi per condizionarne l’esito.
Il progetto SI.CE.ANT. – ha rilevato il prefetto Procaccini – ha una valenza altamente significativa perché complessa è la strategia di lotta che deve coniugare strumenti di
repressione ed iniziative di prevenzione che puntino a salvaguardare il territorio da tali pervasive forme d’illegalità, senza peraltro penalizzare con ulteriori oneri procedurali gli
operatori economici sani; tutto ciò in coerenza con le iniziative che il Ministero persegue in materia di scioglimento delle amministrazioni locali per infiltrazione mafiosa ed in
materia di utilizzo, a fini sociali e produttivi, dei beni confiscati ad organizzazioni criminali, dei fondi PON sicurezza e dei fondi FAS.

La procedura informatica SI.CE.ANT., alla quale a regime accederanno, da una stima effettuata, circa 30.000 stazioni appaltanti, oltre alle prefetture, è gestita sotto il profilo
tecnologico dall’Ufficio IV – Servizi informatici del personale del Dipartimento per le politiche del personale dell’amministrazione civile e per le risorse strumentali e finanziarie.