#Coronavirus: opportunità unica per cambiare in meglio il nostro stile di vita

#Coronavirus: opportunità unica per cambiare in meglio il nostro stile di vita

#Coronavirus: ci serva per cambiare stile di vita e dei consumi. Quando il termine “virale” va oltre ogni definizione enciclopedica.

Cogliamo l’attimo: il bis-Conte varerà dei DPCM di lungo respiro e di alto indirizzo? me lo auguro. Come è giusto evidenziare errori. Non mi sembra di ascoltare polemiche sterili. Molti medici in gamba  e in prima linea già ci consigliano di guardare oltre il contingente. Solo i vertici istituzionali danno i numeri….  

 

Non accetto passivamente e non accetto differenze fra anziani e giovani. Gli anziani devono non solo fare qualche passo indietro, ma essere in prima linea per i giovani.

Finalmente Bertolaso ritorna…
“lei mi dica cosa dovrei fare, poi decido io”

Finalmente Bertolaso ritorna: l’ho incontrato una sola volta a L’Aquila per decidere i vini dei pranzi e cene dei capi di Stato nel 2009. Fu drastico e autorevole, rimasi molto offeso: “lei mi dica cosa dovrei fare, poi decido io”.

Forse avremmo bisogno di più antipatici, di più autorevoli che si prendono la responsabilità fin in fondo anche contro qualche stupida denuncia, piuttosto che di politici e tecnici tappetini e ossequiosi… tanto la colpa non ce l’ha nessuno in Italia.

L’Europa ha spesso torto, ha torto sempre quando impone a un Paese membro in difficoltà di arrangiarsi alla faccia della Costituente dei Padri Fondatori, ma ha ragionissimo quando non si fida, non è sicura del comportamento, non ha risposte adeguate ma sempre una dilazione, uno spostamento avanti… E’ questa Italia che deve cambiare passo, che deve andare a Bruxelles!

L’Italia e gli Italiani, con il #coronavirus … un esempio per tutti

L’Italia con il #coronavirus ha dato una prova stratosferica a tutti: può essere un vantaggio e un approccio nuovo, anche verso la economia cinese che perde il 15-19% del proprio PIL in 3 mesi… ma che dovrà per forza recuperare e ripartire.

Purtroppo c’è anche molta speculazione in questo momento: dalle mascherine alle azioni di grandi multinazionali industriali. Vendere a 10 oggi e acquistare a 8,  due giorni dopo… per qualcuno vuol dire aver incassato netto 5-8 mld/dollari veri concreti alla faccia di altri paesi e di cittadini.

Se questo rischio è accettato e possibile, ci sta anche il rischio più banale delle obbligazioni e azioni acquistate da noi italiani in modo improvvido, senza conoscere, facendo i furbetti e poi andando a piangere sulla spalla dello Stato. Anche il grave buconero dell’Alitalia si inserisce in questo: 13 mld/euro in 20 anni regalando e finanziando tutti per poi essere nella stessa situazione di partenza.

Sprechi e sprechi inutili… Alitalia

Quanta cassa integrazione, in deroga, in sostegno, prepensionamenti avremmo garantito – noi tutti italiani – a 15/17.000 dipendenti Alitalia. Oggi l’Alitalia, facendo tutti i conti, è già di proprietà dello Stato Italia addirittura per il 150% del suo valore capitale-marchio-contratti  più roseo ai massimi livelli.

… o esiste un SSN vero o esistono le ASL regionali

Il #coronavirus si manifesta un “disastro-calamità” per i normali ricchi e poveri da cui si deve emergere e ripartire con un nuovo modello di vita: un saggio bis-Conte – fatto tutto l’impossibile per ammodernare migliorare e integrare il sistema sanitario nazionale SSN che tutti conosciamo e l’impegno in primis di  Lombardia-Veneto e un pezzettino di Emilia e Piemonte – dovrebbe fare un DPCM che guardi almeno a un obiettivo-risultato del 2025-2030 per le necessità strutturali del nostro paese. 200 pagine di “contentini”, assistenzialismo, ammortizzatori sociali per tutti, sindacalismo senza responsabilità (ecco perché cito Bertolaso) per non dimenticare nessun elettore e perseguire la strada del “reddito di cittadinanza”… non fa bene al Paese.

Non è né polemica sterile né attacco personale: o esiste un SSN vero o esistono le ASL regionali. In termini di sanità urgente quello che sta vivendo la Lombardia non è uguale alla Sicilia: anche l’impegno tecnico strumentale umano deve essere diverso.

Una mamma giovane di Codogno non è paragonabile neanche con quella di Bologna. E’ giusto dire pubblicamente come stanno le cose realmente: tutti siamo stati coinvolti con la chiusura ai domiciliari. Abbiamo bisogno di tecnologia, ospedali attrezzati, ospedali costruiti per le nuove esigenze patologiche che arrivano in un mondo globale.

… immunità di gregge: un’offesa verso ogni cittadino

E’ veramente assurdo, quasi premeditato, pensare che la soluzione  “immunità di gregge”, ovvero puntare alla auto-vaccinazione naturale che fornisca automaticamente di ritorno una tutela agli individui che non hanno sviluppato l’immunità post contagio. Ecco cerchiamo di modificare la nostra vita in meglio e non in peggio.

Cosa dovrebbe fare uno Stato Italiano per i suoi cittadini

Perché invece di 200 articoli di uno “Stato Mamma” che da molto l’impressione di una genitore che cerca di correre ai ripari in modo orizzontale e lineare, certo guardando molto di più ai redditi bassi e a chi non ha reddito fortunatamente, non si punta a una soluzione immediata di “congelamento e cancellazione” immediata (dal 1 marzo al 30 giugno intanto) di tutti i pagamenti fiscali tributari sanzionatori (escluso quelli con causa e diritto penale o collegati a fatti di mafia, terrorismo, ecc..) che ogni cittadino, fisico e giuridico, era chiamato a versare in questo lasso di tempo.

Lo Stato mette 25 miliardi a disposizione di se stesso e non incassa 25 miliardi. Una semplice e banale partita di giro di un sostituto d’imposta che diventa anche sostituto di pagamento. Troppo difficile?

Cosa dovrebbe fare l’Europa…

L’EUROPA ha difficoltà o non ha strumenti immediati per far fonte al bisogno italiano? Non penso ad altri Paesi che avranno bisogno anche loro. L’Italia, in 70 anni di vita dell’Europa, non ha mai usufruito di uno sconto (REBATE in inglese e per gli euroburocrati) che hanno usufruito dal 50% al 25% per anni stati come UK, Germania, Olanda, Belgio, Danimarca, Svezia, ebbene perché la UE non stabilisce subito che la quota-contributo annuale dell’Italia pari a circa 17-19 mld/euro/anno venga subito cancellata o ridotta del 50% per i prossimi 3 anni?

Una pratica semplicissima, veloce. Invece di gravare tutti di carta, di bolli, di bollettini, di uffici che controllano, ecc… basterebbe un ordine secco, aggiornabile.

Fra le altre cose tutti i DPCM fin ora fatti devono essere approvati e licenziati dal Parlamento… quando si riunisce. Perché sempre tutta questa burocrazia?  La burocrazia è “ la patente di esistenza in vita di sistemi e figure improduttive”.

Meno burocrazia, più  Stato

Meno burocrazia uno Stato è più agile, veloce e meno costoso. Te lo insegnano alle medie, non alla Università. Le teorie di Hobbes e Hegel vanno bene in certi frangenti, ma se governate da due forti principi di saggezza economica: la pronta, unica e totale decisione di acquisire imprese e beni e non certo tentennamenti, auspici, mezze misure, compensazioni ed altro; l’abbinamento di quanto già il primo presidente dell’IRI (attenzione la più grande impresa pubblica italiana), il napoletano Alberto Beneduce, in epoca molto complessa e difficile, sosteneva  che sempre i parametri di convenienza politica e di opportunismo regionalistico, professando verbalmente l’assoluta difesa dell’unità nazionale, non possono sostituire la efficienza e la capacità manageriale sia pubblica che privata, anzi quella pubblica deve insegnare a quella privata: controllo finanziario, normativo e legislativo ma non gestionale e organizzativo.

Tema ripreso e imposto con leggi da Mitterand in Francia. La ricostruzione industriale – l’Italia dal 1905 ne ha già fatte e subite 4 – è una soluzione di validità temporanea, idonea in tempi economici finanziari diversi dove l’intervento dello Stato era una forma di sostegno nazionale con confini più o meno consolidati e difficilmente valicabili con ogni mezzo.

Oggi il modello di vita dinamico impone altre scelte di assistenza, sostegno, aiuto e sviluppo che nuovi economisti hanno già espresso – inascoltati – da anni e non sono contro l’Europa, contro l’unità del paese, contro la democrazia. La depressione del 2007-2008 avrebbe dovuto aprire una nuova fase di “economia reale” e non di salotti, dibattiti, prezzemolate e velinate spesso di blogger impreparati: non era importante stabilire se la teoria di Keynes era totalmente liberale o se i principi fondanti di Einaudi velassero soluzioni sociali.

 

Certo è che nel 2020 dovremmo riprendere i due grandi professori e metterlo in pratica durante e #postcoronavirus. Ogni pase da solo non riesce: 50 mld/dollari di Trump sono pochissimi, ancora meno se indirizzati e allocati dentro i soli confini nazionali. Il danno economico del #coronavirus si vince solo con un patto economico-sociale-civile fra più paesi in una ottica di revisione dei modelli dei mercati, dei beni naturali e dei consumi. Sta crescendo questo gruppo di economisti mondiali ( giovanissimi e anziani)  che la pensano così: si chiama TMSEPact

 

Giampietro Comolli
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Giampietro Comolli
Economista Agronomo Enologo Giornalista
Libero Docente Distretti Produttivi-Turistici

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Editorialista Newsfood.com
Economia, Food&Beverage, Gusturismo
Curatore Rubrica Discovering in libertà
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