Corrado Sforza Fogliani: la verità su spread, banche e politica

Corrado Sforza Fogliani: la verità su spread, banche e politica

IN MARGINE ALLA GIORNATA DEL RISPARMIO, INTERESSANTE INTERVISTA DI CORRADO SFORZA FOGLIANI, BANCHIERE PIACENTINO, SUL REALE VALORE DELLO SPREAD

Corrado Sforza Fogliani: la verità su spread, banche e politica… gli istituti bancari sono tutti preoccupati, ma quando lo spread era a 500 tutti zitti…

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Di Giampietro Comolli, con qualche commento

In una recente intervista, una delle tante realizzate da Corrado Sforza Fogliani sul tema banche e politica, il banchiere piacentino è molto chiaro: oggi gli istituti bancari sono tutti preoccupati, ma quando lo spread era a 500 tutti zitti e nessuno si agitava e sventolava bandiere allarmate. Sforza Fogliani è un banchiere da lungo corso, per 25 anni è stato presidente della Banca di Piacenza, una banca di provincia, “di territorio”, fortemente legata ai propri azionisti locali, ai piacentini e d’intorni, una popolare che da anni non dimostra stanchezza, agitazione, alchimie finanziarie, puntate in borsa… ma regolarmente dà un  più che onesto dividendo ai soci.

La giornata del Risparmio a Roma è stata una occasione ghiotta per capire e per far conoscere – a noi profani – le diverse anime “economiche” che governano le nostre istituzioni: presente il ministro Tria e il governatore della Banca d’Italia. Due visioni diverse, due modi di parlare diverso, due tecniche amministrative diverse, seppur entrambe con l’obiettivo evidente di guardare alla economia del Paese, a trovare sicuramente strade e soluzioni per far uscire un Paese che è ancora molto deluso, senza speranza, in crisi, lento, in ritardo anche se qualcuno dice ( o meglio diceva fino a maggio 2018) che oramai si era fuori dal guado, poco ma si poteva guardare avanti.

Ebbene qualche giorno fa da spettatore e piccolo economista di quartiere, mi è sembrato che tutti parlassero di una situazione catastrofica per l’Italia: disoccupazione in crescita, spread incontrollabile, economia allo sfascio, banche in default, mutui alle stelle, debito senza controllo, PIL in caduta libera, interessi sui prestiti al tesoro ingovernabili, industria senza produttività… un disastro pauroso.

Cosa è successo – domanda da economista sempre – in 6 mesi estivi dell’anno domini 2018?
Corrado Sforza Fogliani (nato a Piacenza come me qualche anno prima, avvocato cassazionista, presidente di sezione della Commissione tributaria provinciale di Piacenza dal 2007 al 2009; presidente esecutivo della Banca di Piacenza. Dal 2000 al 2012 consigliere dell’Associazione Bancaria Italiana (ABI) e vice presidente dal 2010 al 2012. È consigliere della Federazione delle Banche, delle Assicurazioni e della Finanza. Dal 1991 è presidente nazionale di Confedilizia. Dal 2010 è Cavaliere della Repubblica, è convinto che il Bail In ha cambiato tutto ed ha molta colpa. Tria, dice, ha ragione quando vuole dei paletti chiari con l’Europa perché le scelte economiche dell’Italia sono autonome.

Tria, attuale ministro dell’economia,  è stato molto preciso e molto diretto nel tentare di convincere tutti i banchieri, ma anche imprenditori-finanzieri presenti a Roma, che il livello delle spread non è giustificato e non giustifica affermazioni catastrofiche e sicuramente non farà modificare la manovra del Governo.

 

… è evidente che c’è una coalizione eterogenea molto strana e assai composita contro il Governo attuale

Interessante poi il paradosso o il paradigma espresso dal ministro in modo chiaro: per l’Italia, di oggi e nel breve periodo, costa di più uno spread ballerino e tendente ai 300 punti o non fare nessun decifit?

Dubbio che immediatamente serpeggiava fra i presenti. Sforza Fogliani, commentando, ha visto e vuol vedere sicuramente tutti i lati positivi della manovra e del dubbio posto da Tria. Il disfattismo più totale (è evidente che c’è una coalizione eterogenea molto strana e assai composita contro il Governo attuale) non rientra nelle corde del banchiere piacentino, anzi da vecchio liberale puro e integro, da uomo concreto innamorato del suo dialetto e della storia e cultura locale, appoggia la politica espansiva del ministro Giovanni Tria.

 

E noi con lui perché prende forma dalla base della piramide sociale, con forme anche strutturali e strumentali, non solo assistenziali a termine. C’è un processo e una procedura di accesso. Tria ha fatto proposte nella manovra più da uomo di sinistra che da liberale, ma con cognizione di causa.

Forse facendosi anche – in modo segreto una domanda molto banale – terra a terra: se sostenere e incentivare i grossi gruppi non è servito a far crescere il Pil del paese, forse sostenere i portafogli della spesa quotidiana (espansione della base)  può essere una altra strada da provare per far crescere l’Italia.

Corrado Sforza Fogliani:”l’Europa non può avere un comportamento impositivo duro verso l’Italia, non siamo dei vassalli”

Ma Sforza Fogliani, banchiere da tempo, va ben oltre il nostro banale assioma: “l’Europa non può avere un comportamento impositivo duro verso l’Italia, non siamo dei vassalli”. E noi aggiungiamo che una politica di austerità imposta da alcuni Commissari e da quei Paesi spesso assenti nelle politiche di costruzione di una vera Unità Collettiva solo sui bilanci e sul deficit dei paesi dell’Europa non fa l’Europa, non risponde alla volontà dei Padri Fondatori. Perché tanta rigidità verso i bilanci statali annuali che non sforano il 3%, soprattutto dell’Italia, ma non rigidità sui trattati di Shengen, di Maastricht.

Perché il trattato di Dublino di tanti anni fa non può essere aggiornato. Perché i Commissari non hanno scritto a tutti i paesi area Euro, e non euro, sulla questione delle assegnazioni delle quote migranti? Due pesi due misure? Due Euro diversi?

EINAUDI:
Il peggiore banchiere è quello che fa beneficenza  con i soldi degli altri

 

 

Chiudo riportando una nota molto cara all’avvocato-banchiere Corrado Sforza Fogliani, di un maestro che reputo reciproco, cioè Einaudi, leggermente adattandola nelle parole ma non nel succo e valida per tutti i fattori e per tutti i parametri: “ Il peggiore banchiere (direi anche: amministratore o governante o titolare) è quello che fa beneficenza ( cioè anche scialacqua o investe male o conteggia in modo prevenuto) con i soldi degli altri (quelli dei cittadini o europei soprattutto onesti)”.

Infine imparando dalle parole di Corrado Sforza Fogliani, sembra che per le banche, sia grandi che piccole, la preoccupazione sia veramente alta ma più che per lo spread impazzito (che favorisce chi specula sulle avversità altrui!) bensì per le nuove regole introdotte nel 2016 ponendo tutte le banche sullo stesso piano. Le banche non sono preoccupate dall’economia reale. Quindi lo spread non è un macete sulle banche che hanno bilanci annuali effettivi solidi (certo con in pancia circa 370 miliardi di Btp), anzi le entrate bancarie sono in aumento.

Giampietro Comolli
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Giampietro Comolli
Economista Agronomo Enologo Giornalista
Libero Docente Distretti Produttivi-Turistici

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Editorialista Newsfood.com
Economia, Food&Beverage, Gusturismo
Curatore Rubrica Discovering in libertà
Curatore Rubrica Assaggi in libertà

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