L’Inpdap, con nota n. 30 del 28 settembre 2007, ha fornito indicazioni in merito all’applicazione a situazioni particolari della norma che prevede la corresponsione di una somma aggiuntiva
rispetto al trattamento pensionistico previsto per i soggetti con età pari o superiore a 64 anni che non siano titolari di un reddito complessivo individuale, relativo allo stesso anno,
superiore a euro 8.504,73 annui (pari a ? 654,21 mensili).

L’Istituto, in particolare, ha chiarito che, se i pensionati percepiscono una pensione di importo superiore al suddetto limite, ma inferiore al limite costituito dallo stesso importo reddituale
incrementato della somma aggiuntiva, tale somma aggiuntiva è corrisposta fino a concorrenza di tale limite.
Invece, nel caso di pensionati che raggiungano il sessantaquattresimo anno d’età nel corso dell’anno, l’Istituto arrotonda per eccesso il mese di compimento dell’età anagrafica
(considerandolo per intero) e la somma percepita dall’interessato è proporzionale ai relativi dodicesimi.
Infine, se nel corso dell’anno si verifica il decesso del pensionato, l’Inpdap ripartisce la soma aggiuntiva in dodicesimi tra pensione diretta e pensione ai superstiti, ma, se non ci sono
superstiti aventi diritto al trattamento di reversibilità, i ratei della somma aggiuntiva spettante agli eventuali eredi vengono calcolati, fino alla morte del titolare, in proporzione
ai giorni di percezione del trattamento pensionistico diretto considerando l’anno commerciale (360 giorni).

INPDAP, nota n. 30 del 28 settembre 2007
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