Ancora troppi ritardi. E il rischio è che passino anni prima che si intervenga sui tratti più pericolosi dell’Aurelia, incredibilmente ancora oggi a due corsie, dove gli incidenti
sono doppi rispetto alla media nazionale. Mentre il Ministro Di Pietro e la Regione Toscana discutono di una improbabile convenzione per l’Autostrada Tirrenica ci si dimentica delle
priorità a portata di mano: la sicurezza nei tratti stradali più pericolosi e la disponibilità più treni sulla linea tirrenica.

Di questi temi si è discusso oggi in un convegno organizzato a Capalbio con Lucia Biagi (Sindaco di Capalbio), Tommaso Sodano (presidente Commissione Ambiente Senato, PRC), Anna Donati
(presidente Commissione Lavori Pubblici Senato, Verdi), Francesco Ferrante (capogruppo Ulivo Commissione ambiente Senato), Esterino Montino (Commissione Lavori Pubblici Senato, Ulivo), Roberto
Della Seta, presidente nazionale Legambiente, Enrico Fontana (Consiglio regionale del Lazio, Verdi), Angelo Gentili (Segreteria nazionale Legambiente), Stefano Lenzi (Wwf), Gianni Mattioli
(Movimento Ecologista), Valentino Podestà (Italia Nostra), Massimo Serafini (direttore Aprile), Edoardo Zanchini (responsabile trasporti Legambiente).

Intorno all’Autostrada progettata dalla SAT (Società Autostrada Tirrenica) si sta creando notevole confusione, alcuni annunci alla stampa potrebbero far credere che il progetto
dell’autostrada tirrenica è pronto a partire, mentre è ancora in alto mare. L’unico passaggio che il progetto preliminare ha, solo in parte, superato è il primo parere
della Commissione speciale di Valutazione d’Impatto Ambientale (VIA) nel marzo del 2006, come ultima avvelenata eredità del Governo Berlusconi. Ma il progetto che ha un rilevantissimo
impatto sul paesaggio della Maremma non è ancora passato per il CIPE. Inoltre lo stesso parere di VIA è condizionato da ben 84 prescrizioni e dovrà inevitabilmente essere
ripubblicato. Ancora più rilevante è che il tratto che riguarda la Regione Lazio “deve essere interamente riprogettato” secondo quanto scrive il presidente della Commissione VIA
in risposta a una richiesta di informazioni della senatrice Donati. In conclusione è un progetto tutt’altro che definitivo e pronto a partire di cui non si ha neanche una stima dei costi
credibile visti i tanti passaggi progettuali ancora da definire. Occorre fermare quell’autostrada perché stravolgerebbe un territorio che ha deciso di puntare sulla qualità.
Forte preoccupazione destano le notizie che trapelano sulla Convenzione che starebbero per firmare SAT e ANAS. Sono evidenti le forzature giuridiche che si stanno profilando per mantenere in
mano a SAT la concessione e soprattutto la “finanza creativa” che si sta architettando per provare a mettere la prima pietra di un progetto che non sta in piedi senza ingenti risorse pubbliche.

“Le nostre ragioni sono ancora più forti, il progetto è in alto mare e nessuna risorsa è stanziata da parte del governo nazionale. Chiediamo chiarezza sulla convenzione con
SAT, il rischio è che vengano rinviati proprio gli interventi più urgenti – ha dichiarato Roberto Della Seta, presidente nazionale di Legambiente – Ribadiamo con chiarezza la
nostra contrarietà a questo progetto che prevede 95 chilometri di nuova autostrada nel paesaggio della Maremma. L’adeguamento dell’Aurelia costituisce invece la soluzione più
conveniente dal punto di vista economico, ambientale, dei tempi e delle capacità di rispondere ai veri problemi del territorio. Un progetto che rappresenta il primo passo per
un’efficiente politica dei trasporti nella costa toscana, integrata con la rete ferroviaria e con i porti”.

E’ inutile prevedere inverosimili aumenti esponenziali dei flussi automobilistici e le tariffe più alte d’Italia, perché comunque dovrà essere lo Stato a garantire per
quest’opera. Per Legambiente occorre rendere trasparente quanto sta succedendo rispetto alla convenzione, non è accettabile che decisioni tanto delicate, poco credibili e impattanti
siano prese in segreto tra SAT e Anas.
Mentre tutta l’attenzione è nei confronti della soluzione autostradale, il “corridoio tirrenico” dovrebbe invece diventare un sistema moderno e integrato di mobilità. Potenziare
la rete ferroviaria tirrenica con più treni per i cittadini e più navi per trasportare le merci, tutto questo significherebbe usufruire di un migliore trasporto intermodale e un
vero sistema di piste ciclabili unico in Italia.

Per chi si muove in treno sono evidenti i problemi che si incontrano nella linea tirrenica, treni regionali lenti e obsoleti, treni nazionali che sempre meno viaggiano su una linea a due binari
che non viene sfruttata nella sua piena potenzialità e mal collegata con i porti di Livorno, Piombino, Civitavecchia, centri nevralgici per il trasporto di merci.
Queste proposte possono far diventare la costa maremmana protagonista su scala nazionale di una innovativa e sostenibile politica dei trasporti con una stretta integrazione tra spostamenti
marittimi, ferroviari, stradali. Un nuovo modello le cui priorità devono essere una moderna metropolitana di superficie tra i diversi centri (con le stazioni come nodo del servizio
pubblico locale e di una fitta rete di piste ciclabili), un efficiente sistema intermodale per il trasporto merci (intervenendo sulle relazioni tra ferrovia e porti per garantire la
continuità delle relazioni).

Legambiente ribadisce con forza al Governo Nazionale e alla Regione Toscana l’assurdità di proseguire nel disegno che prevede la realizzazione dell’Autostrada Tirrenica che correrebbe
parallela a sud di Grosseto per la maggior parte del percorso dell’attuale Aurelia che diventerebbe una strada dei Parchi ridotta a due corsie per tutto il tratto costiero.
“Occorre invece – dichiara Angelo Gentili, della Segreteria Nazionale di Legambiente – un forte segnale da parte delle istituzioni per aprire subito il cantiere per l’adeguamento dell’Aurelia
in una strada oggi sempre più pericolosa per chi la percorre”.

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