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Date: Mon, 1 Oct 2018
QN IL GIORNO pag. 27 · 29-09-2018 QUATTRO MOSSE ANTICORRUZIONE (Achille Colombo Clerici)

I dati circolanti sul livello della corruzione pervasiva presente nel nostro Paese sono basati prevalentemente sulla percezione del fenomeno: ci pongono tuttavia ad un grado tra i piu’ bassi in Europa e nel mondo.

Secondo una ricerca redatta dai consulenti di The European House Ambrosetti, in occasione del tradizionale Forum annuale di Cernobbio, portavoce Carlo Nordio, l’Italia  si colloca solo al 57° posto nella lista dei Paesi “corretti” a livello globale e al quart’ultimo, tra gli Stati membri della UE; seguita da Romania, Grecia, Bulgaria.

I fenomeni corruttivi si annidano per il 91% tra i dirigenti e i dipendenti pubblici, per il 5% tra la polizia municipale, il 2% tra i militari, il 2% tra altri soggetti della P.A.

La corruzione costituisce, tra l’altro, un potente freno agli investimenti, soprattutto dall’estero.
Secondo i dati della Banca Mondiale la sua dimensione economica nel nostro Paese ammonta al 20% del Pil, a fronte del 14% della Germania e del 12% della Francia.

La saggezza del nostro popolo, che trova espressione nell’insieme delle sue leggi,  ha consacrato il principio che fare gli affari propri nel campo privato è “business”, ma nel campo pubblico è corruzione e concussione.

È la grande diga che fa da argine al dilagare dell’interesse privato quando si gestisce la cosa pubblica.

Ragione per cui sono contrario alle privatizzazioni, quando si tratti di servizi e beni di interesse collettivo: se togliamo quell’argine eliminiamo una fondamentale  garanzia a protezione dell’interesse generale. Che non puo’ divenire, proprio perche’ è l’interesse di tutti, l’interesse di qualcuno.

Per combattere la corruzione pervasiva – sostiene Nordio – non serve inasprire le pene o aumentare i reati: anzi è vero l’inverso. Serve semplificare, ridurre, razionalizzare il sistema normativo. Ricordiamo il brocardo di Tacito: “Corruptissima res publica, plurimae leges”.

Cominciamo ad abolire i reati “evanescenti”, come l’abuso in atti d’ufficio. Essi preoccupano tanto gli operatori onesti, quanto la pubblica amministrazione, che rimane spesso paralizzata nel suo operare.

Serve inoltre rendere piu’ efficienti gli uffici giudiziari, anche attraverso il processo di digitalizzazione del funzionamento della P.A. Per  il ministro della Funzione Pubblica Giulia Bongiorno un passaggio importante potrebbe compiersi attraverso la riforma digitale della P.A. Prioritario pure formare e trasformare il personale amministrativo, mirando alla qualita’ delle classi dirigenziali.

Fonte: Achille Colombo Clerici
per Newsfood.com