Firenze – Sulla vicenda dei vari prodotti finanziari estremamente complessi (cdo sintetici, strutturati vari…) “travestiti” da polizze vita e rifilati a centinaia di migliaia
di risparmiatori italiani, si misura ancora una volta la profonda inadeguatezza delle nostre Autorita’ di vigilanza.

L’ISVAP non solo ha consentito per molti anni la vendita di questi prodotti in un quadro normativo che non offriva neppure una minima tutela agli investitori, ma oggi che il “bubbone”
è scoppiato si rifugia in un assordante silenzio che favorisce le compagnie assicurative.

Stiamo assistendo a proposte transattive di compagnie di assicurazione private (mettiamo, per un attimo, da parte il drammatico caso di Poste Vita S.p.A., nel quale le responsabilita’
principali sono evidentemente del Governo…) relative a contratti di assicurazione nei quali sono le compagnie che -chiaramente- si impegnano a garantire il capitale a scadenza. Di
fronte a contratti del genere e’ assurdo proporre transazioni che implicano della perdite.

Solo un risparmiatore ignaro dei suoi diritti potrebbe firmare proposte cosi’ assurde.

A titolo di mero esempio, citiamo la Polizza “Atlantic Bond Index”, emessa da Roma Vita e adesso di CNP Vita S.p.A. del gruppo Unicredit. Leggendo le condizioni di polizza risulta
evidente che a scadenza la compagnia e’ obbligata a pagare quanto contrattualmente previsto e che il problema del Bond Lehman sottostante e’ della compagnia, non degli assicurati (come
invece accade per altre polizze). In un contesto del genere la compagnia, invece di leccarsi le ferite, cerca di coinvolgere i risparmiatori per spartirsi le perdite.

Si tratta, lo ripetiamo, di proposte ridicole che vanno a creare un danno ai risparmiatori a tutto vantaggio della compagnia. Ma chi dovrebbe bloccare queste proposte?

Perche’ l’ISVAP consente che queste compagnie si prendano gioco dei propri clienti?

Alessandro Pedone, responsabile Aduc per la tutela del risparmio